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Il condominio del Vicentino imbrattato con le “Z” perché c’era esposta una bandiera dell’Ucraina

Un edificio di Montecchio Maggiore (Vicenza) è stato imbrattato con dieci “Z”, simbolo di supporto all’invasione di Putin, perché un’inquilina – di origine ucraina – aveva esposto alla fienstra una bandiera del suo Paese

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Dieci “Z” disegnate in piena notte sulla facciata di un condominio a Montecchio Maggiore, vicino Vicenza, messe lì perché proprio in quel palazzo dal 2003 abita Olena, cresciuta a Zytomyr, nell’Ucraina occidentale. Alla sua finestra aveva esposto una bandiera del suo Paese, e proprio lì sotto qualcuno ha pensato di imbrattare il muro con il simbolo dell’appoggio all’invasione voluta da Vladimir Putin lo scorso 24 febbraio. “Quando le ho viste sono risalita in casa ma quando ho raggiunto il pianerottolo non ce l’ho fatta e sono scoppiata a piangere. È orribile: chi può odiare fino a questo punto?”, le parole della donna 41enne riportate dal Corriere della Sera. Lei lavora da Mc Donald’s, suo marito Marco – il papà delle loro due figlie di 17 e 11 anni — fa il cuoco. La loro abitazione adesso marchiata come accadeva con le case degli ebrei durante la seconda guerra mondiale: “Ci ho pensato anch’io – confida – quel simbolo, per me, ha lo stesso valore che può avere una svastica disegnata sulla casa di un ebreo. È un gesto violento”.

Il condominio del Vicentino imbrattato con le “Z” perché c’era esposta una bandiera dell’Ucraina

La famiglia ha sporto denuncia ai carabinieri e la Polizia sta vagliando le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza per risalire all’autore del gesto. “Non credo sia stato un russo – spiega Olena – qui da noi non c’è la censura e quindi chi vive in Italia sa bene che questa è una guerra di invasione. Ma non penso neppure a una ragazzata. Qualcuno ha voluto mettermi paura, e devo ammettere che un po’ ci è riuscito”. “Il responsabile deve sapere che non riuscirà a farci vivere nel terrore – aggiunge Marco – la nostra reazione ha già potuto vederla”. Le bandiere esposte sulla facciata dell’edificio infatti adesso sono due: “Non solo: in tantissimi ci hanno espresso solidarietà, e questo ci infonde moltissima forza”.