Economia

Monte dei Paschi di Siena, la prima banca da salvare?

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Il Monte Paschi di Siena, contrariamente a quanto previsto, pagherà gli interessi sui Monti bond relativi al 2015 in contanti e non con azioni. Lo si legge una nota della banca pubblicata stamattina: in essa si precisa che “il ministero dell’Economia e della Finanze ha informato l’istituto di provvedere alla prevista scadenza del 1 luglio 2016 al pagamento in forma monetaria degli interessi“. Si tratta di un pagamento di 45,99 milioni di euro e che non comporterà nessun effetto sui livelli di patrimonializzazione della banca, precisa la nota. La precisazione si è resa necessaria perché fino a oggi si parlava della possibilità che il Tesoro salisse nel controllo di MPS grazie agli interessi convertiti in azioni. E soprattutto tra un mese esatto, il primo agosto, arriveranno i risultati dei nuovi «stress test» condotti dalla Bce sulla tenuta di 53 banche europee, tra cui 5 italiane: Mps, Unicredit, Intesa, Ubi e Banco Popolare. Ci sono seri timori che per Mps possa accendersi di nuovo la spia rossa che segnala una carenza di capitale, e l’esigenza di un rafforzamento patrimoniale, come nel 2014. Spiega oggi il Corriere della Sera:

Lo schema di garanzie annunciato ieri, ma che secondo fonti attendibili sarebbe stato approvato già nel weekend mentre il governo avrebbe provato fino a ieri a ottenere di più, è una rete di sicurezza preventiva per tutte le banche italiane, esposte come le altre europee alle turbolenze della Brexit. Ma tra un mese esatto, il primo agosto, arriveranno i risultati dei nuovi “stress test” condotti dalla Bce sulla tenuta di 53 banche europee, tra cui 5 italiane: Mps, Unicredit, Intesa, Ubi e Banco Popolare. Ci sono seri timori che per Mps possa accendersi di nuovo la spia rossa che segnala una carenza di capitale, e l’esigenza di un rafforzamento patrimoniale, come nel 2014. Operazione che per la banca senese, al cui capezzale il governo è già dovuto correre in passato, potrebbe rivelarsi complicata.

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Monte dei Paschi di Siena: titolo in Borsa e azionisti (Corriere della Sera, 1 luglio 2016)

E l’aria che tira, spiega oggi Fabio Cavalera, non è esattamente di quelle più salubri anche se, come sappiamo, l’ultima tranche degli interessi verrà saldata cash. Ma la garanzia pubblica per le banche (lo scudo per le banche italiane annunciato ieri) non potrebbe essere attivata per il Paschi:

Un cerino acceso nelle mani del Tesoro, che è già tra i primi azionisti, e potrebbe addirittura salire. Con il pagamento in azioni degli interessi sui Monti bond ricevuti nel 2011, che sono stati tutti rimborsati, il Tesoro si è trovato in portafoglio il 4% del capitale Mps. Ora c’è da saldare l’ultima tranche degli interessi, circa 50 milioni di euro e non è ancora chiaro se il pagamento avverrà per cassa o, ancora una volta, in titoli, portando il Tesoro vicino ad una partecipazione del 10%.
C’è un mese esatto per approntare i rimedi. Un deficit di capitale acclarato dagli stress test precluderebbe la garanzia pubblica sulla liquidità definita ieri. La banca dovrebbe varare un aumento di capitale ed il Tesoro potrebbe garantire anche una quota dei privati notificando l’operazione alla Ue. E si confida che Bruxelles sia disposta ad autorizzarla in continuità con gli aiuti ricevuti nel 2009 e nel 2011. Senza pretendere, dunque, il sacrificio di azionisti e obbligazionisti.