Opinioni

Perché ispirarsi al modello danese è una boiata pazzesca

Paolo Baroni sulla Stampa di oggi (e su Twitter) spiega perché ispirarsi al modello danese è una boiata pazzesca:
flexsecurity un par de palle
Perché la flexsecurity non funziona? Nelle attuali condizioni dell’economia italiana la Flexsecurity darebbe libertà, sì, ma soltanto in un verso: quello dell’espulsione dei lavoratori dal mercato del lavoro, con conseguente messa a carico da parte dello Stato. Il maggiore problema sembra essere quello evidenziato da Krugman nel suo famoso “Paradosso della Flessibilità”:

Fare in modo che i salari cadano più facilmente, come chiedeva Hazlitt allora e come chiedono i suoi accoliti oggi, non solo redistribuisce il reddito dai lavoratori ai ricchi (e questo non è strano ); effettivamente peggiora l’economia nel suo complesso. Una cosa che Noah Smith ha detto giusta, per inciso, è la sua intuizione che i salari giapponesi siano più vischiosi di quelli degli altri paesi avanzati. Ci sono un bel po’ di prove a questo fine, soprattutto il fatto che il Giappone sia quasi l’unico ad essere finito nella deflazione. Il punto, tuttavia, è che questa non è una buon cosa in un paese che si trova in una trappola di liquidità e soffre di eccesso di debito: quando quel paese giunge alla flessibilità dei salari e dei prezzi, la situazione dell’economia non si è necessariamente sviluppata a vantaggio del Giappone. (traduzione qui)

Insomma, il calo della domanda in azione oggi nell’economia a causa dello choc da debito e della crisi porta alla flessibilità del lavoro in uscita aumentando la disoccupazione; i disoccupati riducono i consumi (anche con il sussidio, perché questo ha un limite e conviene essere formiche che cicale quando si è senza lavoro), e questo porta a un ulteriore calo della domanda. Dopo la trappola della liquidità ci toccherà anche la trappola della flessibilità?

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