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Misurazione della temperatura a scuola: il Tar respinge la richiesta di sospensione dell’ordinanza di Cirio

Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza, chiesta dai ministri Azzolina e Speranza, della delibera con cui il governatore Alberto Cirio impone alle scuole piemontesi di verificare la temperatura degli studenti all’inizio delle lezioni

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Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza, chiesta dai ministri Azzolina e Speranza, della delibera con cui il governatore Alberto Cirio impone alle scuole in Piemonte di verificare la temperatura degli studenti all’inizio delle lezioni.

Misurazione della temperatura a scuola: il Tar respinge l’ordinanza del Piemonte

Cirio poche ore fa spiegava su Facebook: “Come sapete fin dal primo giorno di scuola la Regione Piemonte ha obbligato gli istituti del territorio a verificare che le famiglie misurino effettivamente ai figli la febbre a casa al mattino, come previsto dalla legge nazionale. Questa verifica può essere fatta attraverso una semplice certificazione o nel modo ritenuto più idoneo dalla scuola. Nel caso in cui l’alunno non abbia la certificazione allora l’istituto ha l’obbligo di misurargli la temperatura prima che inizi l’attività didattica. Una richiesta di buonsenso per tutelare la salute dei nostri figli, del personale scolastico e dei nonni che sono le persone con cui i bambini trascorrono parte del tempo tornati da scuola e che, come l’esperienza Covid ci ha insegnato, sono i soggetti più vulnerabili. Contro questa mia ordinanza il ministro dell’Istruzione Azzolina è intervenuto impugnandola. Il Tar del Piemonte, che ringrazio, ci ha concesso 24 ore per spiegare le nostre ragioni prima di decidere. Sono contenute in questo documento elaborato con il supporto del prof. Barosio e dell’avvocatura della Regione. Lo abbiamo appena trasmesso al Tar. Difendiamo la nostra decisione perché è di buonsenso e perché, introducendo un controllo in più, punta a tutelare maggiormente la salute dei bambini e di ogni cittadino del Piemonte. Abbiamo il dovere di garantire a tutti che quando i nostri figli sono a scuola sono in un luogo sicuro”. Il ministro Boccia pochi giorni fa dichiarava: “Sulla scuola mi sarei aspettato un contributo dalla destra, quello che non abbiamo avuto prima. Quello che non è ammissibile è che in queste ore alcune regioni, penso a Piemonte e Sardegna, approvino delle ordinanze per proprio conto, dopo aver chiuso all’unanimita con tutte le altre regioni accordi che ahanno messo in sicurezza” una serie di servizi tra cui scuola o trasporti. Boccia ha quindi annunciato da parte del suo dicastero una verifica della legittimità delle ordinanze: “quando le istruttorie verranno completate ci pronunceremo. Tuttavia lasciatemi chiedere: se abbiamo approvato all’unanimità le regole sulla sicurezza – e mi riferisco al Piemonte – che senso ha intervenire sull ‘organizzazione scolastica, dove probabilmente non ha competenza, che è dei dirigenti scolastici? Non anticipo giudizi, attendo l’istruttoria, ma perché creare scompiglio nella scuola?”

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