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L’app di Parisi per il reddito di cittadinanza è ancora ferma

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«Mississippi Works», l’applicazione inventata dal sociologo Mimmo Parisi in America che ora lui – arrivato alla guida di Anpal – voleva importare nel nostro Paese per monitorare l’avanzamento del reddito di cittadinanza non è ancora in funzione, anzi: c’è il problema della gara pubblica.

Al ministero del Lavoro, su questo fronte, non hanno lesinato sforzi: hanno stanziato 25 milioni di euro da spendere nei prossimi tre anni; partorito un emendamento ad hoc nel decreto crescita per permettere ad Anpal di fare quest’operazione «in via straordinaria» con una società in house del governo; dato a Invitalia, la società in house, il mandato di comprare l’app di proprietà del Nsparc, un centro di ricerca della Mississippi State University guidato fino a qualche mese dallo stesso Parisi.

Un po’ per evitare conflitti d’interessi, un po’ nel tentativo di bloccare gli obblighi di gara il ministero del Lavoro aveva delineato un percorso ad hoc: l’Anpal fa una convenzione con Invitalia dandole il mandato di fornirgli un software per le attività di «case management», da convalidare con un apposito decreto del ministero, sperando che questa procedura bastasse all’ex Sviluppo Italia per muoversi con meno vincoli.

Ma ci vuole una gara pubblica per tutto ciò, e lì potrebbe succedere di tutto:

Ma dall’agenzia guidata da Domenico Arcuri hanno fatto sapere al dicastero di via Veneto che anche in questo caso si deve passare per una gara pubblica,quindi aperta a tutti, da tenere sulla piattaforma Consip. Difficilmente ci sarà un affidamento diretto, anche se i tecnici di Di Maio e quelli di Invitalia stanno studiando una procedura per dare a Parisi il suo «Mississippi Works».

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