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Il ministro che molla tutto e torna a lavorare nel suo paese

Oggi è tornata a lavorare nella sua farmacia, dopo le dimissioni formalizzate il 31 gennaio. Senza nemmeno una parola di polemica, l’ex ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta ha così deciso di mollare i riflettori di Roma e tornarsene a Monasterace. In camice bianco, ha così ricominciato ad accogliere i clienti nel suo esercizio invece di diventare assessore in Regione. Intervistata dal TgR della Calabria, l’ex ministro ha detto di non essere «mai uscita dalla politica. Quando ero nel Governo ho aperto il Ministero ai territori e nei fine settimana mi dedicavo alle aree del Sud ed alla Calabria in particolare».
MARIA CARMELA LANZETTA: IL MINISTRO CHE MOLLA TUTTO E TORNA A LAVORARE NEL SUO PAESE
Formalmente, quando era arrivato l’annuncio delle sue dimissioni la notizia era stata legata alla sua nomina ad assessore regionale nella giunta guidata da Mario Oliviero del Partito Democratico: doveva ricoprire il posto di responsabile dell’istruzione e della Cultura, per «poter dare il mio contributo alla mia Regione nel suo rilancio politico, civile e istituzionale». Dopo le dimissioni Renzi l’aveva ringraziata per il suo lavoro svolto come ministro e la sua dedizione al fianco delle istutizioni. Ventiquattro ore dopo, però, la situazione è precipitata: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ha rivolto un messaggio al presidente della Calabria Oliverio sottolineando come non siano ancora sufficiente chiarite le vicende di voto di scambio di cui è al centro Nino De Gaetano, peraltro non indagato, al quale nella nuova giunta calabrese sono state date le deleghe ai Trasporti e alle Infrastrutture. L’altolà di Delrio – che non ha impedito tuttavia ad Oliverio di confermare le proprie scelte – ha avuto come conseguenza il passo indietro di Lanzetta. «Non ci sono le condizioni di chiarezza sulla posizione dell’assessore De Gaetano», ha detto l’ex ministro, che quindi ha scelto di non entrare in giunta. E al governatore della Calabria, che non ha allontanato De Gaetano come pure gli veniva chiesto da Roma, non è rimasto che prendere atto del dietrofront dell’ex ministro.
maria rosaria lanzetta
MINACCIATA DALLA ‘NDRANGHETA?
La Lanzetta, che era sindaco di Monasterace, comune della Locride, fino al luglio 2013, poi le sue dimissioni avevano fatto rumore: «”Dico basta perché sono profondamente delusa. Non ce la faccio più. Non si può amministrare in queste condizioni. Il Comune in dissesto finanziario, una burocrazia inadeguata, i tagli continui, al punto che anche cambiare una lampadina diventa un’opera titanica. E tutto questo a rischio della pelle». Alla domanda su chi l’avesse delusa di più rispondeva: «La politica innanzi tutto. Quando spararono alla mia macchina – l’anno prima mi avevano bruciato la farmacia – la politica ha fatto a gara per starmi vicino. È stata una cosa bella, ma io non chiedevo solo solidarietà, chiedevo che qualcuno si occupasse dei problemi dei piccoli comuni di frontiera. Non parlo solo di Monasterace, parlo di tutti. Chiedevo un aiuto alle realtà locali. Personale adeguato, sostegno tecnico. Invece niente. Nessuno che si sia occupato di noi. La politica ètroppo concentrata sulle grandi strategie, ma della gente? Dei problemi reali degli amministratori? Chi si occupa di questo?». Bersani era andato a trovarla in Calabria, lei fu scelta come ministro da Renzi, anche se era civatiana. Poi le dimissioni e ora il ritorno al lavoro.