La macchina del funky

I ministri del governo Luigi Di Maio in arrivo

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Ieri Luigi Di Maio è stato intervistato dal direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio alla festa torinese del M5S: l’occasione, raccontata dal giornale, è stata propizia per raccontare cosa ha intenzione di fare il MoVimento  5 Stelle, che ufficialmente tra 13 giorni deve decidere il suo candidato presidente del consiglio ma non ha ancora pubblicato le regole per la partecipazione alla competizione in attesa della kermesse di Rimini. Di Maio spiega che i grillini hanno intenzione di presentare i ministri del loro governo entro la fine dell’anno:

“La partita decisiva –dichiara Di Maio –si gioca nei prossimi sei-otto mesi, fino alle elezioni in cui l’Italia si gioca tutto. Prima di allora gli italiani conosceranno il nome del nostro candidato premier e la lista di tutti i ministri”. Bene, secondo alcuni sondaggi, il Movimento sarebbe il primo partito a un passo dal 30%, poco più avanti del Pd. Il centrodestra arriverebbe complessivamente al 35%, ma senza listone unico. Dunque, se si votasse oggi, Di Maio (o chi per lui, il candidato premier sarà reso noto il 24 settembre, anche se per ora non esistono nemmeno le candidature) potrebbe trovarsi nella stessa situazione di Bersani nel 2012, con il cappello in mano alla disperata ricerca di una maggioranza: “Se vinceremo –risponde Di Maio – chiederemo al Parlamento la fiducia sulla base di un programma. Per tutto quello che nel programma non c’è, si voterà caso per caso”.

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Ipotesi piuttosto irreale, puntualizza l’intervistatore. IL VICEPRESIDENTE della Camera, dopo aver elegantemente evitato di rispondere alle domande su eventuali alleanze (Lega Nord? “Chiederemo a tutti di votare le leggi che condividono”), taglia corto: “Con questa legge elettorale, perché un’altra non ci sarà, la soluzione è arrivare al 40%. Obiettivo alla nostra portata”.

La situazione si fa quindi sempre più interessante. Luigi Di Maio rischia, ad urne chiuse, di far parte del partito che ha preso singolarmente più voti alla Camera ma di non avere abbastanza voti per ottenere la fiducia. Incurante della situazione, ritiene di poter presentare una lista dei ministri sulla quale il Parlamento dovrebbe votare la fiducia. Pescando, evidentemente, voti dagli altri schieramenti. Mentre una maggioranza di centrodestra potrebbe invece avere più voti del M5S alla Camera e al Senato. Che spettacolo ci aspetta per la prossima legislatura.