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"Traditrice", le minacce a Olga Misik, l'attivista russa arrestata per aver protestato con un cartello bianco

@neXt quotidiano|

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Aveva appena 17 anni quando prese in mano la costituzione russa e, davanti alla polizia, si mise a leggerla in strada come segno di dissenso verso cosa stava diventando il suo Paese: Olga Misik, la giovane attivista ora 19enne, arrestata qualche giorno fa perché durante una manifestazione contro la guerra in Ucraina reggeva un cartello bianco senza alcuna scritta sopra, ha ricevuto minacce anonime, recapitatele fin sulla porta della sua abitazione.

“Traditrice”, le minacce sulla porta di casa di Olga Misik, l’attivista russa arrestata per aver protestato con un cartello bianco

“Non tradire il tuo Paese, cagna”, la scritta che l’ha accolta al suo rientro a casa, da lei immediatamente fotografata e denunciata sui social. “Il mio appartamento è stato sottoposto a procedure estetiche”, ha ironizzato su Twitter, al quale presumibilmente può accedere – dopo che il Cremlino lo ha reso indisponibile in tutto il Paese – grazie all’utilizzo di una Vpn oppure tramite l’indirizzo Tor che lo stesso social ha reso disponibile in Russia.

“Feccia e traditori”, Putin ordina la repressione del dissenso

Olga Misik non è l’unica ad aver ricevuto un “trattamento” simile: anche altri attivisti che si sono schierati contro Putin hanno ricevuto minacce simili, come Anna Loiko del sito Sota, o Dmitry Ivanov, che sulla porta di casa hanno trovato la lettera “Z”, divenuto ormai simbolo di supporto alla guerra. Misik ha anche un passaggio del discorso di Putin fatto lo scorso 16 marzo, in cui sosteneva che “il popolo russo sarà in grado di distinguere i veri patrioti dalla feccia e dai traditori. E semplicemente li sputerà fuori come una mosca gli è volata accidentalmente in bocca”.