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Micoren: cos'è il farmaco che fa paura a Bergomi

Lui ne ha parlato durante un convegno su sport, doping e giovani ai microfoni della tv svizzera RSI: «A volte sono anche preoccupato per i farmaci che ho preso o che mi hanno dato». E le parole di Beppe Bergomi, lo “Zio” ex capitano dell’Inter fino al 1999 e campione del mondo nel 1982 non potevano che suonare come un’ammissione. Sotto accusa c’è il Micoren, ovvero proprio il farmaco che adesso è considerato doping ma che negli anni Settanta e per gran parte degli anni Ottanta veniva dato ai calciatori sia durante la preparazione che in settimana prima delle partite. Per “rompere il fiato”, come hanno testimoniato moltissimi calciatori negli anni successivi alla scoperta dei pericoli per l’organismo che l’abuso del medicinale può permettere.

MICOREN: COS’È IL FARMACO CHE FA PAURA A BERGOMI
“Se ripenso alla mia esperienza di calciatore – ha detto Bergomi – mi accorgo di non essere esente da errori. Alcune sostanze che adesso sono doping, nel 1979 – 80 si potevano prendere tranquillamente e tante volte mi preoccupo per quello che ho assunto e per quello che mi hanno dato”. E ha circostanziato il senso di quelle parole: “Mi riferivo al Micoren: quando ho iniziato a giocare ce lo davano sempre e ci dicevano che serviva a spaccare il fiato. Poi si è scoperto che è una sostanza dopante e pericolosa”. Il Micoren è un analettico centrale del respiro e del circolo, da impiegarsi nel trattamento dell’asma bronchiale, ma ben presto divenne uno tra i farmaci preferiti dagli sportivi.

Le proprietà broncodilatatorie del dimetilamide dell’acido N-crotonil-α-etil-ammino-butirrico e del 2-(p-ossifenil)-2-ossi-1-metil-ammino-etano-basico, risultarono ottime soprattutto per i calciatori degli anni Settanta, molti dei quali hanno pagato o stanno pagando ancora oggi la leggerezza con cui i preparatori e i medici proponevano questo farmaco dopante.
Particolarmente significative, circa l’uso smisurato di Micoren sono due testimonianze di ex – calciatori. Una è di Sergio Spuri, portiere del Verona: “Il Micoren ce lo davano come fosse cioccolata”, mentre l’altra è Giancarlo Galdiolo, stopper della Fiorentina dal 1970 al 1980: «Prendevo le pillole rosse di ‘Micoren’, in inverno, prima delle partite, due per volte, su indicazione del massaggiatore. Ci dicevano che servivano per ‘rompere il fiato’ e si trovava sul tavolo dello spogliatoio, a disposizione di tutti».

Micoren bergomi
Le confezioni di Micoren (fonte)

I GIOCATORI CHE HANNO PRESO MICOREN
La storia del Micoren si incrocia con quella della Fiorentina Maledetta, ovvero della società che ha registrato un numero sproporzionato di decessi tra i calciatori che hanno militato nella squadra tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta:

Tra i giocatori della Fiorentina dei primi anni Settanta, tre sono morti e altri cinque hanno patito malattie gravi. Il centravanti Nello Saltutti è morto d’infarto il 28 settembre 2003, a 56 anni. Il difensore Ugo Ferrante è morto il 29 novembre 2004, a 59 anni, per un carcinoma spinocellulare alle tonsille. Il centrocampista Bruno Beatrice è morto il 16 dicembre 1987, a 39 anni per una leucemia linfoblastica acuta. Il terzino Pietro Longoni, oggi 62enne, è costretto su una sedia a rotelle da una vasculopatia cardiaca.
L’ala destra Mimmo Caso è guarito da un tumore al fegato. Il numero dieci Giancarlo Antognoni, è sopravvissuto a un’improvvisa crisi cardiaca che lo ha colpito il 1° novembre 2004. Giancarlo De Sisti nel 1984, a 41 anni, ha sofferto di un raro ascesso frontale al cervello provocato da un’infezione batterica. Nel 2000 il portiere Massimo Mattolini è stato sottoposto a un trapianto di rene. È proprio Mattolini ad attribuire queste malattie alla dosi massicce di Micoren (un cardiotonico vietato ai sensi delle legge antidoping 376/2000) e Cortex (che potenzia i muscoli e permettono di sopportare meglio la fatica) assunte da buona parte di quella squadra viola.

E dei rischi per la salute:

L’ex calciatore e ora allenatore Giovanni Galeone ha dichiarato: “Mi ritengo un miracolato. Con tutti i prodotti che ho assunto a vent’anni devo essere contento di essere vivo”.. Gli ha fatto eco Aldo Agroppi: “Sono fortunato. Soprattutto se venisse dimostrato il legame tra la Sla e certi farmaci che ci venivano somministrati, per esempio Micoren e Cortex. Eravamo molto giovani e molto ignoranti. Ci fidavamo ciecamente di chi ci dava queste sostanze, convinti che fosse per il nostro bene”.
Giovanni Ziviani, ex compagno di squadra di Gianluca Signorini (ucciso dal morbo di Lou Gehrig), in un’intervista ha dichiarato: “Il doping vero e proprio nel calcio è iniziato con l’arrivo dei preparatori del ciclismo e dell’atletica, intorno alla metà degli Anni 80. Chissà che cosa succederà tra vent’anni ai ragazzi che oggi vengono riempiti di eritropoietina e ormoni della crescita”.