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L'ex PM che incontrò Lotti arrestato per corruzione

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Michele Nardi e Antonio Savasta, due magistrati di Trani, sono stati arrestati ieri con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Nardi, secondo l’accusa, per aggiustare processi avrebbe ricevuto viaggi a Dubai, preziosi, opere di ristrutturazione per case a Roma e villini a Trani. Il suo atteggiamento, scrive il gip nell’ordinanza, in più occasioni ha rasentato la mafiosità, avendo “minacciato di morte l’imprenditore Flavio D’Introno di Corato che si rifiutava di consegnargli le somme pretese, millantando rapporti con massoneria e servizi segreti deviati”. Nel caso è coinvolto anche un ispettore di polizia di Corato (Bari), Vincenzo Di Chiaro collocato da Savasta al “servizio” dell’imprenditore D’Introno e chefungeva da spola tragli interessi corruttivi del pm e l’ufficio dello stesso che assicurava all’im prenditore di edulcorare le sue posizioni giudiziarie. Il Fatto racconta anche dei tentativi di Nardi di ingraziarsi il governo Renzi:

E strumentale era stato un incontro, fissato per il 17 giugno 2015, con l’ex sottosegretario Luca Lotti, organizzato dall’imprenditore Dagostino, il quale dal magistrato otteneva tutele per quei fascicoli che potevano rappresentare delle grane. “Nonostante le sollecitazioni della Finanza –è scritto nell’ordinanza –Savasta non procede nei confronti di Dagostino, omettendo sia di iscriverlo che di trasmettere gli atti alla Procura di Firenze”.

INTERROGATO dai pm il 13 aprile 2018, Dagostino spiega così l’incontro: “Siccome tramite Tiziano Renzi l’unico politico che avevo visto 3 o 4 volte era Lotti (…) decisi che lo potevo portare da lui. Effettivamente fissai con Lotti tramite Tiziano Renzi (estraneo alle indagini, ndr) un appuntamento dicendogli che volevo portare un magistrato che aveva interesse a mostrare una proposta di legge”. Così Dagostino con Savasta va a Palazzo Chigi: “Li presentai e me ne andai e non assistetti al colloquio che durò 30/40 minuti”.

L’ex ministro, da parte sua, ai magistrati dice di non ricordare di cosa si parlò durante quell’incon tro: “Dagostino aveva preso appuntamento con me e mi disse che avrebbe portato il commercialista Franzè. Non ricordavo che volesse portare anche altre persone. (…) –spiega Lotti ai pm sentito come persona informata sui fatti – Non ricordo se Savasta mi chiese qualcosa per sé perché non ricordo bene come si svolse tale incontro”.

Sull’incontro è stato sentito, il 13 aprile 2018, anche l’avvocato Sfregola che fornisce un’ulteriore versione: “Savasta espose a Lotti del problemi delle norme ambientali che aveva rilevato in una sua indagine sull’Alta Murgia, Lotti si complimentò per l’esposizione tecnica e disse che si sarebbe segnato le lacune segnalate”. Quando i pm gli fanno notare che si tratta di una circostanza poco credibile, Sfregola raddrizza il tiro: “Alla mia presenta non fu chiestonulla di esplicito a Lotti. Ma in realtà Savasta esponendo le problematiche della normativa ambientale si era messo a disposizione di Lotti, laddove avesse avuto bisogno di comporre una qualche commissione di studio a Roma”.

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