Attualità

Michele Bordoni: cosa succede quando un terrorista italiano tenta una strage

michele bordoni sondrio 1

Si è autodefinito «un templare, un illuminato»; ha detto «Ne dovevo ammazzare di più» alla polizia. Eppure Michele Bordoni, che il 9 dicembre scorso con la sua Toyota Yaris ha travolto alcuni visitatori del mercatino di Natale in pieno centro a Sondrio, ferendone quattro, non è finito sulle prime pagine dei giornali italiani.

Michele Bordoni: cosa succede quando un terrorista italiano tenta una strage

E nemmeno negli status delle pagine Facebook di quei politici italiani che di solito strumentalizzano ogni episodio, anche accaduto a migliaia di chilometri di distanza. Perché? Eppure la Procura che ieri, dopo aver ricostruito la dinamica di quanto è accaduto, ha inoltrato al gip Carlo Camnasio la richiesta di convalida dell’arresto del giovane e la misura della custodia cautelare in carcere ha ritenuto che, per le modalità con cui ha agito, avesse in mente di uccidere indistintamente “una pluralità di persone”. Ipotesi supportata anche dalle parole dello stesso Bordoni, quando, finita la folle corsa contro un palo, è stato bloccato dalla polizia: “Ne dovevo ammazzare di più”, ha detto. E poi, uno dei feriti ha raccontato agli investigatori di aver notato che il 27enne “ha guardato e ha puntato la macchina verso di me”.
michele bordoni sondrio
Bordoni tre giorni fa, poco prima di mettere in atto il suo piano, con la sua Toyota Yaris è entrato in un parcheggio sotterraneo nel centro città sfondando la sbarra di accesso. In base alle immagini delle telecamere, è rimasto posteggiato per qualche minuto, per poi ripartire a tutta velocità, uscire dal posteggio sfondando ancora le sbarre e dirigersi nell’area pedonale dove ha investito tre passanti che stavano visitando il mercatino, tra cui una donna che ha fatto un balzo di parecchi metri (è quella più grave), per poi imboccare una via in contromano dove ha travolto ancora un uomo. Prima di essere fermato ha tentato di fuggire e ha lievemente ferito un agente e quando è stato trasportato in ospedale (da dove ieri è stato dimesso per finire in cella) ha pronunciato frasi sconnesse e pare pure la parola ‘Isis’.

Da Sondrio a Poggiridenti

Dai primi accertamenti – si è ancora in attesa degli esiti degli esami – è emerso che di certo aveva bevuto ma non al punto da essere totalmente ubriaco. In più, come ha ammesso lo stesso Bordoni, aveva fumato “tre canne”. Il giovane, residente a Poggiridenti (Sondrio), al momento non risulta sia stato in cura per problemi di salute mentale.  La procura per lui chiede il carcere con le accuse di strage, resistenza e lesioni nei confronti di un poliziotto.

L’ipotesi di strage è stata riformulata dopo la ricostruzione dell’accaduto da cui è emerso che il giovane avrebbe voluto uccidere “indifferentemente una pluralità di persone”. Eppure su di lui è calato il silenzio della politica. Perché?
Foto da: Il Fatto Quotidiano