La macchina del funky

Michel Di Prisco: la meravigliosa intervista al ras delle tessere di Miano

michel di prisco

Probabilmente entrerà negli annali della geopolitica la meravigliosa intervista che Michel Di Prisco, quello che nel video pubblicato ieri da Repubblica viene citato come la persona che darà i soldi per l’iscrizione al circolo di Miano, rilascia al Corriere della Sera. Di Prisco è un volto noto del Pd della zona, coinvolto nel caso delle primarie del 2011 per la scelta del candidato sindaco di Napoli, primarie poi annullate per il sospetto di brogli, tra extracomunitari portati ai seggi in cambio di pochi euro e un ruolo attivo da parte di esponenti del centrodestra nelle fasi del voto. In questo colloquio con Simona Brandolini, Di Prisco aspira alla vittoria nei campionati mondiali di Finto Tonto:

«Ma quale sarebbe l’episodio contestato? Il fatto che qualche amico dice che la tessera la fa per me?».
E che gliel’avrebbe anche pagata: dieci euro.
«Di soldi non voglio proprio parlare perché non è vero, cosa volete da me?».
C’è un video in cui una signora dice: «Diventiamo dipendenti del partito per Michel, dobbiamo mettere una firma per far vedere che facciamo parte del partito per farlo salire quando ci stanno le elezioni».
«Cosa c’è di male se fanno la tessera per me? Ma per chi altro allora?».

Per il Pd? Perché sostengono Renzi, Orlando oppure Emiliano?
«Ma chi lo conosce Matteo Renzi a Miano? Sfido chiunque, mi devono dimostrare che le tessere non si fanno per amicizia, vicinanza politica con qualcuno. Noi siamo gente semplice, questo è popolino, io sono una persona perbene che aiuta chi ne ha bisogno. E se qualche amico mi chiede di farsi la tessera che faccio, lo rispedisco a casa?».
Ma lei è iscritto al Partito democratico? Emanuele Fiano, inviato ieri da Roma a vigilare sul tesseramento napoletano, ha detto che lei non ne fa parte.
«Io ero a Miano a farmi la tessera. Sono arrivato tardi e mi sono anche arrabbiato: non c’era il segretario, non davano la ricevuta. Ho detto: state facendo una cosa illegale. Cioè io denuncio e sono il colpevole? Non mi iscriverò più al Pd, questo è certo. Vogliono che perda tutti i diritti civili, sono stufo. Parlerò con Fiano e con i dirigenti del mio partito».
Il Pd resta il suo partito?
«Certo, lo è sempre stato».

Il Corriere però ricorda che dopo l’episodio del 2011 Di Prisco passò nelle file di Forza Italia, poi Udc, rispuntando quindii al fianco di Cozzolino durante le primarie per le regionali nel 2015, sul palco alle spalle della ministra Maria Elena Boschi a Napoli per sostenere Valeria Valente alle ultime amministrative e tra il pubblico del teatro Mediterraneo per la chiusura della campagna referendaria con Matteo Renzi. Che meraviglioso equivoco.

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