Economia

Mezzi pubblici in ritardo? Biglietto rimborsato

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Dalla commissione Trasporti della Camera arriva un primo sì ai rimborsi per i pendolari, che dovrebbero avere ripagato il biglietto nel caso in cui il mezzo pubblico cancelli la corsa o sia in ritardo di un’ora rispetto all’orario stabilito per quella fermata, o solo di mezz’ora per i veicoli che operano in città. La bozza di parere, relatore il deputato Pd Paolo Gandolfi, conferma quindi il punto più noto del decreto Madia sui servizi pubblici locali. Anzi, per l’articolo in questione viene suggerito un approfondimento, per cui il rimborso, si legge nella bozza, “è effettuato al termine del servizio di trasporto, a semplice esibizione del titolo di viaggio e senza ulteriori formalità”. Ciò, viene aggiunto, “fermo restando il rispetto delle regole di validazione secondo modalità determinate con disposizioni del gestore”. Il parere della commissione Trasporti verrà votato martedì prossimo. E sempre la prossima settimana arriverà il parere definitivo, complessivo di tutti i diversi rilievi, che spetta alla commissione Affari Costituzionali.

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L’infografica sull’ATAC del Corriere della Sera (27 maggio 2016)

Secondo il provvedimento quindi le aziende del Trasporto Pubblico Locale dovranno rimborsare in caso di ritardo gli utenti alla fine della corsa o per il salto della stessa. Il diritto al rimborso scatterà dopo mezz’ora in caso di linee urbane e di un’ora per quelle fuori città. Non conteranno le corse soppresse in caso di scioperi o calamità naturali. Ma si capisce che questa nuova norma potrebbe funzionare soltanto per le linee che hanno già il controllo elettronico alle fermate: tutti strumenti che la commissione chiede di inserire nelle aziende del trasporto pubblico locale. E che saranno accompagnate da un aumento delle multe per chi viaggia senza biglietto: le sanzioni dovranno essere non inferiori a sessanta volte il prezzo del biglietto e arrivare fino a 200 euro.