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Mentre i russi bombardavano l'ospedale, Putin incontrava la Commissaria per i diritti dell'infanzia

@neXt quotidiano|

Putin

Potremmo chiamarlo “paradosso”, ma la realtà è che quanto accaduto mentre i soldati russi bombardavano l’ospedale pediatrico di Mariupol (con all’interno donne e bambini) è il riflesso di quella guerra che non guarda in faccia a nessuno. Lo specchio di come i diritti umani siano considerati un ammennicolo da calpestare e bombardare. Perché se le macerie e le immagini che arrivano quotidianamente dall’Ucraina sono da brividi, quel che accadeva a Mosca in quegli istanti esatti è l’emblema della “faccia tosta” di Putin. Mentre i suoi soldati puntavano e lanciavano missili contro un ospedale e il suo reparto maternità, lui era a colloquio con la Commissaria per i diritti dei bambini.

Putin parla dei diritti dei bambini mentre i suoi soldati sparano sull’ospedale pediatrico

La linea temporale. Il tweet dal profilo ufficiale del Cremlino è stato pubblicato pochi minuti dopo le ore 16 di ieri – mercoledì 9 marzo – e, al suo interno, è riportato l’orario dell’incontro tra il Presidente russo e la Commissaria per i diritti dell’infanzia: pochi minuti dopo le 14. Insomma, proprio mentre i militari russi puntavano i propri missili e colpivano il reparto maternità dell’Ospedale di Mariupol (con all’interno donne, mamme e future mamme, e bambini) lui si dilettava nel parlare dei diritti dei bambini.

I diritti di quegli stessi esseri indifesi (come lo sono tutte le vittime civili di questa assurda guerra) che i soldati che lui stesso ha mandato in quell’inesistente – fino a due settimane fa – trincea ucraina. Perché la storia del bombardamento dell’Ospedale di Mariupol è solo l’ultima che racconta di queste atrocità perpetrate nel corso di questi primi 14 giorni di guerra. Perché i bambini, gli stessi su cui si è concentrato quell’incontro per parlare dei loro “diritti”, stanno pagando un prezzo altissimo per un conflitto che non gli appartiene.