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Mentana insegnante alla scuola politica della Lega. A sua insaputa

Il direttore del Tg di La7 viene inserito dal Carroccio tra i relatori della sesta edizione della Scuola di formazione politica. Ma lui non ne sapeva niente. E non le manda a dire

eleonora brigliadori mentana vaccini - 8

Enrico Mentana docente della scuola politica della Lega? Non proprio. Anzi, a sentire il diretto interessato, per nulla. E così il manifesto di promozione della sesta edizione della scuola di formazione politica, guidata da Armando Siri, viene prima “blastato” e poi fatto cancellare scherzosamente – ma neanche troppo – dal diretto interessato, finito nella rosa dei “professori” a sua insaputa.

Una fototessera, niente più, ma dal peso specifico notevole, considerando chi è il giornalista ritratto: il direttore del Tg di La7, uno di cui tutto si può dire ma non che sia vicino, per storia e convinzioni, al centrodestra e, meno che mai, alla Lega di Matteo Salvini. Eppure la sua faccia è diventata testimonial dell’iniziativa, proprio accanto a quella di Luca Morisi, responsabile comunicazione della Lega e incarnazione della “Bestia”, la macchina propagandistica attorno a cui Salvini ha costruito tutte le sue fortune politiche. Due le pagine Facebook che hanno diffuso la locandina: la pagina ufficiale della Lega e quella intitolata “Noi con Salvini premier”, ovvero i due principali pilastri della propaganda social leghista. C’è solo un piccolo, trascurabile, dettaglio: i promotori si sono dimenticati di avvisare Mentana, che alla scuola politica non ha mai avuto alcuna intenzione di andare, figuriamoci prestare il suo volto alla sua promozione. E così accade l’unica cosa possibile, viste le due parti in causa: la reazione stizzita (anche se ironica) di Enrico Mentana, che affida a Instagram tutto il suo fastidio:

La reazione del direttore

“Scopro che un mio sosia e omonimo è nel cast della scuola leghista – ha scritto il giornalista – La cosa che mi insospettisce è che alle sue spalle c’è una tappezzeria uguale alle scenografia del tgla7. Fuor di scherzo: egregi signori della scuola, togliete la mia foto con cortese solerzia, grazie”.

Un invito a cui, poche ore dopo, segue la cancellazione della locandina su entrambe le pagine. In realtà, a ben guardare, l’associazione di Mentana alla scuola della Lega è meno peregrina di quanto si possa pensare, come spiega il sito “Giornalettismo”:

Enrico Mentana e la scuola di formazione politica della Lega: cos’è successo in passato

“Ma com’è nato questo malinteso e perché Enrico Mentana è stato associato alla scuola della Lega? In passato, il direttore del Tg La7 ha partecipato ad alcuni seminari di formazione. All’epoca dei fatti, contattato dalla redazione del Corriere della Sera che gli aveva chiesto spiegazione sull’accaduto, Mentana aveva risposto di aver partecipato anche a eventi promossi dal Pd (come le Feste de L’Unità) o dal Movimento 5 Stelle, senza per questo prendere la tessera dem o iscriversi alla piattaforma Rousseau pentastellata. Tuttavia, la sua presenza alla Scuola di Formazione della Lega deve essere rimasta abbastanza impressa agli esponenti del Carroccio. Sul sito dedicato alla Scuola di Formazione, infatti, in homepage compare – come seconda, subito dopo quella del leader del partito Matteo Salvini – una citazione dello stesso Mentana che recita «La formazione politica è l’essenza». Ma non è l’unica testimonianza: se si naviga nel sito della scuola di formazione, infatti, nella sezione “Ospiti” si nota ancora una volta la stessa foto di Enrico Mentana (quella che compariva anche nel manifesto diffuso dai canali social della Lega), tra l’altro in compagnia di altri giornalisti che, tradizionalmente, non possono di certo essere inseriti nel pantheon leghista, come Lucia Annunziata, Ferruccio De Bortoli e Oscar Giannino.”

In conclusione: no, Mentana non sarà tra gli insegnanti della sesta edizione della Scuola di formazione politica della Lega, ma in passato lo è stato, partecipando ad alcuni seminari. Ma la sensazione nitida è che, a giudicare dalla sua reazione, difficilmente la cosa si ripeterà, perlomeno non a stretto giro.