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"Le leggi razziali furono ignominia e atrocità", il messaggio di Giorgia Meloni alla Comunità ebraica | VIDEO

neXt quotidiano|

Meloni lacrime

Un intervento iniziato celando una commozione e raccogliendo qualche lacrima in un fazzoletto. Poi la condanna delle leggi razziali, quelle atroci norme che hanno condizionato la storia dell’Italia e dell’Europa (di concerto con la Germania nazista) tra la prima e la seconda guerra mondiale). Giorgia Meloni ha partecipato alla cerimonia della Hannukah, in occasione dell’iconica accensione del candelabro, presso il Museo ebraico della capitale per esprimere vicinanza a tutta la comunità e ribadire la sua posizione rispetto a quella fase oscura della storia del mondo.

Meloni si commuove parlando dell’atrocità delle leggi razziali

Prima di prendere la parola, Giorgia Meloni è apparsa commossa. E, infatti, all’inizio del suo intervento ha chiesto scusa per quelle lacrime. Poi il messaggio rivolto, nelle vesti di Presidente del Consiglio, alla comunità ebraica, celebrando la resistenza di quelle persone che hanno dovuto vivere sulla loro pelle la discriminazione per motivi religiosi.

“La storia di questa festa è una storia di coraggio, di speranza. È la storia di un popolo che combatte per difendere la sua identità, le sue tradizioni, la sua fede, la sua libertà. In un tempo in cui identità, tradizioni e fede sono spesso considerati un limite, quando non addirittura un nemico, penso sia estremamente prezioso ricordare che senza quello che ci definisce, che ci portiamo dietro e che da’ profondità alle nostre esistenza, non possiamo avere la forza e la consapevolezza per affrontare le sfide che abbiamo di fronte. È stata questa capacità che ha reso il popolo ebraico così resiliente, pur avendo attraversato tante difficoltà e atrocità, compresa l’ignominia delle leggi razziali”.

Leggi razziali atroci. Leggi razziali approvate dal regime fascista che in un ventennio ha partecipato allo sterminio di massa e alla deportazione di persone innocenti. Quel fascismo storico che ha basato la propria politica sociale sulla discriminazione e sulla morte. Con atrocità e ignominia.