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"Il vaccino è peggio della tessera fascista", dice il medico che aizza i no vax

neXt quotidiano|

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In occasione del trentaquattresimo “No Paura Day” di Cesena, andato in scena sabato 6 novembre, in cui gli scettici del vaccino e del Green Pass si riuniscono per manifestare il loro dissenso, un medico è salito sul palco e ha preso la parola. Sembrerebbe una buona notizia, se non fosse che il signore in questione è Gabriele Muratori, no vax convinto e fresco di sospensione dall’ordine per la sua decisione di non farsi immunizzare. “Vi racconto la mia esperienza – ha spiegato il medico di base savignanese – il 28 ottobre 2021, esattamente 99 anni dopo che Mussolini si insediò al governo con la partenza del ventennio fascista, sono stato sospeso dall’ordine dei medici. Sono stato uno degli ultimi ad essere sospeso forse perché sono riuscito a fare delle capriole giuridiche per dilazionare il più possibile i tempi”.

Gabriele Muratori, il medico che aizza i no vax

Il medico sul palco sembra non rimpiangere minimamente la sua scelta: “Non mi sento solo, mi sento penalizzato, ma non mi sento in colpa per non aver osservato la legge. Ho fatto la mia scelta, ho avuto il tempo di farla e di avere i  dubbi, ho riflettuto tanto anche pensando ai miei 1730 assistiti. Che fine faranno? In quali mani cadranno? Avevo un rapporto profondo con loro, gli stessi pazienti me lo riconoscevano, i miei pazienti erano in crescita. Per me il segreto è l’ascolto, l’attenzione verso le persone che hanno problemi medici e non solo. Proprio per questo rapporto coi pazienti, fatto di stima reciproca, ho riflettuto tanto, faccio bene a non vaccinarmi e a farmi sospendere? Oppure faccio bene a farmi una punturina?”.

Il paragone tra vaccino e tessera fascista

Muratori ha proseguito addentrandosi anche lui in quel paragone ormai tanto inflazionato quanto stucchevole tra emergenza sanitaria e segregazione nazifascista: “Quando si paragona il vaccino alla tessera del fascismo – ha aggiunto – io dico che sono due cose diverse, la tessera fascista ti consentiva l’accesso a tutto ma potevi contestarla in privato, potevi strapparla, avevi un margine di libertà. Un margine di libertà che secondo me il vaccino non ti dà, ho tergiversato il più possibile e alla fine ho deciso di non vaccinarmi anche in base alla mia situazione medica”.