Opinioni

«Me cago en tu puta madre»

Promemoria per i calciatori: anche se state perdendo una finale di Supercoppa la mossa più intelligente per ribaltare il risultato non è dire all’arbitro che caghereste volentieri in testa a quella donna di facili costumi della madre. Altrimenti potreste finire come il centrale del Barcellona Gerard Piqué, nella bufera in Spagna per aver insultato pesantemente uno degli assistenti dell’arbitro Velasco Carballo durante la gara di ritorno della Supercoppa spagnola, finita ieri sera 1-1 con trofeo assegnato all’Athletic Bilbao. Il 28enne titolare e della nazionale spagnola ha perso letteralmente la testa al 10′ della ripresa, scagliandosi contro il guardalinee ed offendendolo con parole irripetibili e difficilmente traducibili in italiano (“Me cago en tu puta madre”, così come si sente in un video che sta diventando virale sui giornali on line iberici).

Piqué, che già alla fine del primo tempo era rimasto coinvolto in un accenno di rissa dopo il gol di Messi, si e’ visto sventolare il rosso diretto e rischia ora una squalifica in Liga dalle quattro alle dodici giornate. Difficile però che per l’ex Manchester United e Saragozza, campione del mondo e d’Europa con le ‘Furie Rosse’, vi sia una pena ‘esemplare’. L’ipotesi più concreta è che Pique’, legato sentimentalmente alla cantante colombiana Shakira, da cui ha avuto due figli, Milan e Sasha, paghi il suo momento di collera con quattro turni in campionato, perdendo cosi’ le gare esterne con Athletic e Atletico Madrid e quelle al Camp Nou con Malaga e Levante.