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Mauro Corona dice che il Green Pass è dittatura e vuole tamponi gratis (ma non quelli che "trapanano il naso")

neXt quotidiano|

Mauro Corona

Non dice, legittimamente, se si è vaccinato. Poi si scaglia contro la certificazione verde spiegando che “così com’è” rappresenta una forma di dittatura. E non una semplice dittatura, ma una “infame”. Poi chiede che lo Stato paghi i test anti-Covid ai non vaccinati. Ma non quelli molecolari e antigenici (i più diffusi e i più efficaci), quelli salivari. È un fiume in piena Mauro Corona dopo il suo ritorno in televisione sugli schermi di RaiTre.

Mauro Corona contro il Green Pass (e vuole i tamponi salivari gratis)

Martedì sera, dopo alcuni mesi di “allontanamento forzato” (come deciso dai vertici della televisione pubblica), lo scrittore e alpinista è tornato a collegarsi con Bianca Berlinguer a CartaBianca. Si è presentato in smoking, con una storica frase pronunciata da Enzo Tortora dopo il suo esilio televisivo (per i fatti che tutti conosciamo): “Dove eravamo rimasti?”. Un ritorno alle origini, seguito da un’intervista al quotidiano La Stampa in cui si è sfogato contro la certificazione verde:

“Così com’è, sì. È una dittatura infame perché se uno non vuole vaccinarsi perché ha paura o ha delle perplessità non può rimetterci lo stipendio. Allora ci facciano dei tamponi, però non di quelli che ti trapanano il naso. E ce li facciano gratis”.

Parla, ovviamente, dei tamponi salivari: quelli che prevedono un “prelievo” di saliva, senza l’utilizzo di quei “bastoncini” che vanno a verificare la presenza del virus nel cavo orale e nelle mucose nasali. Insomma, per lui la certificazione verde presente in Italia è una “dittatura infame”. Sul vaccino, invece, non si pronuncia. Non vuole dire se si è immunizzato e utilizza i suoi “modi” per rispedire al mittente questa domanda:

“Questo non lo dico. Sono fatti miei, non voglio essere strumentalizzato. Non sono un cane che mostra i cogli*ni quando cammina”.

(foto: Da CartaBianca, Rete4)