La macchina del funky

Il M5S spiega perché ieri non c'era a votare lo ius soli

maurizio buccarella

Il senatore e avvocato Maurizio Buccarella si prende l’impegno di spiegare oggi al Corriere della Sera perché il MoVimento 5 Stelle era assente ieri a Palazzo Madama all’atto della verifica del numero legale sullo ius soli, che ha mandato all’aria la discussione sulla legge:

«Abbiamo deciso insieme di non rispondere all’appello sullo ius soli».
Perché?
«Perché era una gigantesca ipocrisia. Alle 13 del 23 dicembre, chiederci di andare avanti che senso ha?».
Si poteva provare.
«A fare cosa? Fra tre giorni le Camere saranno sciolte, ci sono 50 mila emendamenti della Lega. Non abbiamo voluto prestarci a questo giochino».
Era un giochino, quindi?
«Domando: se la Lega non avesse chiesto la verifica del numero legale, dove si andava? Era una presa in giro demagogica. Una follia, una farsa, una barzelletta. Con la gente già con il trolley nelle mani».
Voi no? Sicuri che eravate tutti lì?
«Eravamo in 20 su 35, forse meno. Ma che c’entra, spetta alla maggioranza garantire il numero legale».

Così però vi accusano di avere contribuito ad affossare la legge. Voi eravate compatti?
«Compatti de che? In che cosa? Di ius soli hanno parlato solo giornali e talkshow».
Veramente era una proposta di legge, non una trasmissione tv.
«Non siamo contrari a rivedere le modalità della cittadinanza, ma non in questa maniera ipocrita».
La proposta c’era. Eravate contrari?
«La proposta così com’è non va bene. Ci sono errori tecnici».
Quali?
«Ora non ho tempo di spiegarli. Comunque non siamo d’accordo sull’uso demagogico che si è fatto di questa norma. Si è voluto polarizzare il gioco tra i due schieramenti per scopi elettorali».