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Matteo Simonetti, il docente che ha paura del Piano Kalergi e del Gender si sente “minacciato dalle Sardine”

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Qualche giorno fa al Liceo Scientifico “Da Vinci” di Civitanova Marche è stato presentato il libro scritto da Andrea Martini “Dopo Mussolini – I processi ai fascisti e collaborazionisti (1944-1953)” . L’evento era stato organizzato in collaborazione con l’ANPI. L’incontro con gli studenti però non è andato benissimo, ad un certo punto alcuni studenti abbandonano l’aula, forse per protesta, forse perché dovevano fare un compito. Martini su Facebook racconta che il motivo è stato un altro: «succede che un docente li invita ad alzarsi, succede che un folto gruppo di studenti e una parte degli insegnanti pensa che parlare di Resistenza ed epurazione equivalga a fare un comizio politico».

Cosa è successo al Da Vinci di Civitanova

Martini continua dicendo che quel docente poi ha preso la parola per contestare alcuni punti dell’esposizione. Secondo il coordinatore Anpi Marche Lorenzo Marconi quel docente che rivendicava la libertà di opinione però «non aveva assistito né all’introduzione dell’iniziativa né tantomeno all’illustrazione dei contenuti della ricerca di Andrea Martini» e che ha preso la parola prima per chiedere la necessità di un confronto alla pari poi passando poi a definire «l’Anpi un’associazione di comunisti, negando che la XII disposizione con il divieto di riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista faccia parte della Costituzione e, cosa ancor più grave, affermando che l’iniziativa era propagandistica perché priva di contraddittorio». Quel docente, si è appreso in seguito, su Facebook si fa chiamare Giorgio Perazzune, pseudonimo di Matteo Simonetti.

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Simonetti sostiene che l’ANPI si è sottratta al confronto, che gli è stato tolto il microfono dalla mano e di essere stato censurato e strumentalizzato con gli studenti «ostaggio dell’ANPI in comizio a senso unico». Su Facebook poi racconta di aver ricevuto minacce da parte di alcuni “esponenti” del movimento delle Sardine, ma le Sardine maceratesi negano che le persone che hanno scritto in privato al docente facciano parte del movimento o che parlino a nome di quest’ultimo. La questione di quanto accaduto a scuola è tutt’altro che chiara, anche il Preside sostiene che sia fatta molta confusione, spuntano lettere scritte (ma non firmate) da alunni di una classe del liceo a favore di Simonetti, altre in cui ex alunni difendono la scuola e ovviamente si minacciano querele.

Piano Kalergi, gender, vaccini obbligatori e altri complotti

Quello che è certo è che Simonetti non nega di essere stato iscritto al partito “La Destra” e conferma di essere il massimo esperto italiano sul cosiddetto “piano Kalergi”. Ed è vero: Simonetti è autore di due volumi sul malefico complotto globale per la sostituzione etnica dei popoli europei. Uno pubblicato nel 2015 dalle edizioni di Radio Spada (casa editrice indipendente di ispirazione cattolica tradizionalista) dal titolo “La Verità sul piano Kalergi” e il secondo uscito due anni fa dal titolo “Kalergi. La prossima scomparsa degli europei”. Due anni fa Simonetti definiva “cacasotto” il direttore del TG de La 7 Enrico Mentana perché non accettava un confronto con lui e definiva “bufale” al pari dei protocolli dei Savi di Sion le teorie del complotto sul piano Kalergi. Inaccettabile per il massimo studioso italiano.

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Inutile dire che quella degli “invasionisti” (così vengono chiamati quelli che assecondano il progetto di Kalergi) sia una tradizione consolidata. Il nostro suggerisce di leggere questo saggio che spiega come gli ebrei siano sempre stati trafficanti di schiavi e importatori di immigrati. Ogni riferimento a fatti reali e attuali è volutamente lasciato nel non detto.

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Ma sarebbe riduttivo definire Simonetti solamente come un grande esperto del Piano Kalergi. Perché il docente si è occupato anche di vaccinazioni obbligatorie come “arma biopolitica” oppure del caso di Bibbiano in una conferenza nella quale ha sviscerato le radici «dell’attacco alla famiglia, alla genitorialità naturale e all’innocenza infantile, per arrivare all’analisi, anche fattuale, dei recenti avvenimenti di cronaca riguardanti la sottrazione troppo superficiale, ad essere buoni, dei minori alle loro famiglie d’origine».

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Inutile dire che tra questi grandi temi Simonetti non poteva non affrontare quello del gender, che fa parte dell’agenda mondialista in progress con tanto di citazione dall’onnipresente Kalergi sulla necessità di “femminilizzare” l’uomo. In  un post Simonetti prevede che passeranno «meno di 10 anni e ci saranno persone che saranno 2 volte a settimana cavalli femmina, 2 bisonti maschi, 1 eunuchi cisgender, 1 coniglie transgender, 1 cavallucci marini, agghindandosi alla bisogna con maschere e protesi varie».

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Ma per colpa del gender succederà anche altro: «ti verranno a portar via tuo figlio di 10 anni perché a scuola l’hanno plagiato associazioni lgbt accreditate e sostenute dal governo, si è dichiarato bambino trans e verrà sottoposto a trattamento ormonale prepuberale contro la tua volontà di genitore».

Quella curiosa ossessione per gli ebrei del docente del liceo di Civitanova

La colpa sembra sempre essere dei “soliti ebreoni”, come quando nel 2013 vinsero “Bersani-Monti” e Simonetti prevedeva che «una delle prime leggi sarà la galera per chi fa revisionismo storico sulla shoah». Ma non è che siamo di fronte ad un nuovo caso Castrucci? In realtà Simonetti nei suoi post su Facebook nega a più riprese di essere antisemita, quindi il suo pensiero non è equiparabile alle posizioni espresse dal docente dell’Università di Siena che invece non si faceva molti scrupoli a manifestarlo su Twitter.

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Scrive anche di non essere uno storico esperto di revisionismo (e si intende sull’Olocausto). Eppure ha condiviso questa vignetta dove un martello con la stella di David pianta un cuneo con scritto Shoa (sarebbe Shoah) nel cranio dell’Europa. A chi chiede spiegazioni  Simonetti suggerisce di leggere di chiedere a Norman G. Finkelstein, autore del libro “L’industria dell’Olocausto”.

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Ci sono poi quel «5 Stelle = 1 stella a 6 punte. Nati venduti» pubblicato il 17 luglio. Le 5 Stelle sarebbero i parlamentari del M5S, la stella a sei punte è per caso la stella di David?

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Il tema della proposta di legge contro il revisionismo storico pare stia molto a cuore a Simonetti. Nel 2016 dedicò un lungo post in difesa della possibilità di uno studio scientifico di stampo revisionista. Post che partiva da questa premessa «quello che sto per dire non lo penso. Nel senso che non ho ancora preso una posizione». Insomma Simonetti difende il diritto a pensarla diversamente, come un Voltaire contemporaneo, ed illustra le tesi dei negazionisti, tra cui ad esempio «il fatto che a Mauthausen i detenuti andassero a prostitute regolarmente e le pagassero, così come acquistassero cioccolata e sigarette».

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Queste cose Simonetti non le pensa, ma dice che vorrebbe poterle pensare o studiare o dibatterne senza essere incriminato. Difende il diritto altrui a farlo senza andare in galera. Un principio di libertà di parola, pensiero e opinione. Ed è proprio perché queste cose non le pensa, ma difende il diritto di poterle eventualmente dire o studiare, che Simonetti qualche anno prima aveva pubblicato la foto del «denaro stampato nei campi di concentramento» ovviamente «ad uso interno per comprare cioccolato, sigarette, ecc».

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Oppure deve essere perché certe cose non le pensa ma difende il diritto altrui a poterle pensare che quando ci fu un certo scandalo per le figurine di Anna Frank con la maglia della Roma Simonetti parlò di «10 figurine stupide su una ragazzina morta per malattia 70 anni fa».

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Una delle teorie del complotto sul diario di Anna Frank è che sia un falso scritto dal padre (sopravvissuto all’Olocausto)

 

Ora è sostanzialmente vero che Anna Frank morì di tifo esantematico, ma generalmente non la si ricorda come una vittima del tifo quanto piuttosto delle persecuzioni naziste e delle condizioni igienico-sanitarie nel campo di Bergen-Belsen. Poi ci sarebbe il fatto che i negazionisti sostengano ad esempio che gli ebrei non siano stati sterminati ma morti di tubercolosi e altre malattie. Insomma Simonetti sicuramente certe cose non le pensa (e si guarda bene dallo scriverle) ma ammicca spesso e volentieri ad una certa narrativa. Come poi vada definita questa narrativa sta al lettore.

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