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Adesso Matteo Salvini si dice pentito degli obblighi e delle sanzioni adottati durante il Covid

@Asia Buconi|

matteo salvini

A pochi giorni dalle elezioni, il leader della Lega Matteo Salvini si dice pentito degli obblighi e delle sanzioni adottate dal Governo durante la pandemia. “Tornassi indietro non riapproverei quelle norme che hanno lasciato a casa medici, infermieri, poliziotti, insegnanti, tutelerei la vita e la libertà di scelta e il diritto al lavoro di tanti italiani che ancora adesso sono a casa senza stipendio”, ha affermato ospite di ‘Oggi è un altro giorno’ su Raiuno. E per i prossimi anni, in caso di una recrudescenza della pandemia “gli obblighi e le sanzioni non fanno parte della mia idea di Italia del futuro”. Su un eventuale lockdown, invece, il segretario leghista conta “che non ce ne sia più bisogno”.

Le parole di Matteo Salvini dopo l’appello di Speranza. Calenda: “Nessuno gli crede più, è in difficoltà”

Il pentimento espresso da Salvini sulla gestione del Covid è giunto subito dopo un chiaro appello del ministro della Salute Roberto Speranza che, in vista delle elezioni imminenti, si era rivolto al leader della Lega e alla sua compagna di coalizione di FdI Giorgia Meloni chiedendo “di dire in maniera chiara che la campagna di vaccinazione continuerà dal 26 settembre, qualsiasi cosa accada”.

“Ritengo che la campagna di vaccinazione sia patrimonio del Paese – aveva aggiunto Speranza – non di un ministro, di un Governo o di un commissario. Chiedo di dire parole chiare e di sgombrare il campo dalle ambiguità. Non si vuole assumere un impegno semplice, dobbiamo dire tutti che dal 26 la campagna di vaccinazione continua. Perché non lo si fa, si vuole fare l’occhiolino a qualche no vax? Io credo che questo gli italiani devono saperlo”. Ma, di certo, di rassicurazioni dal Centrodestra non ne sono arrivate.

Le parole di Matteo Salvini sulle sanzioni e sugli obblighi dovuti al Covid sono state immediatamente commentate su Instagram anche dal leader di Azione Carlo Calenda, che ha scritto: “L’involuzione della Lega dà il senso della difficoltà di Salvini. Senza Zaia e Fedriga sarebbe al 5%. Ho girato il Veneto più di qualsiasi altra regione e nessuno gli crede più. Vedrete che supereremo anche la Lega”.