Opinioni

Matteo Salvini onora Oriana Fallaci (che odiava la Lega)

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Matteo Salvini su Facebook ha deciso di onorare la memoria di Oriana Fallaci nel decennale della sua morte:

“Dieci anni fa ci lasciava Oriana Fallaci. Donna, scrittrice e giornalista coraggiosa, curiosa, preparata, inimitabile. Tutti i Comuni dovrebbero dedicare alla Memoria della sua vita e delle sue opere una via, una piazza, un giardino o una scuola. ‘Vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare un obbligo’. Grazie Oriana, io non tacero’ e non mi arrendero’ mai”.

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Anche noi ci uniamo al cordoglio di Salvini ricordando cosa pensava Oriana Fallaci della Lega Nord:

Da “La Rabbia e l’Orgoglio” di Oriana Fallaci, Rizzoli, 2001.
Pagine 134-135-136-137:
“Io sono italiana, sbagliano gli sciocchi che mi credono ormai americana. (…) La mia Patria è l’Italia e io amo l’Italia, l’Italia è la mia mamma (…) Quando ascolto l’Inno di mameli mi commuovo. Che a udire quel “Fratelli-d’Italia, l’Italia-s’è desta” mi viene il nodo alla gola. Non mi accorgo neppure che come inno è bruttino e lo suonano quasi sempre male. Penso solo: è l’Inno della mia Patria. Del resto il nodo alla gola mi vien pure a guardare la bandiera bianca rossa e verde. La bandiera italiana che sventola. Io ho una bandiera bianca rossa e verde dell’ottocento. Tutta piena di macchie (…), tutta rosa dai topi. E sebbene al centro ci sia lo stemma Sabaudo (…), la custodisco come un gioiello. Siamo morti per quel tricolore, perdio! Impiccati, fucilati, decapitati. (…) Ci abbiamo fatto il risorgimento con quel tricolore, ci abbiamo fatto le guerre d’Indipendenza. Ci abbiamo fatto l’Unità d’Italia, Cristo! Non lo ricorda nessuno cosa è stato il Risorgimento? E’ stato il risveglio della nostra dignità perduta con secoli di invasioni e umiliazioni. E’ stato il risveglio delle nostre coscienze, del nostro amor proprio, del nostro orgoglio avvilito dagli stranieri. (…) Ci abbiamo fatto anche la guerra sul Carso e la Resistenza con quella bandiera tricolore”.

Pagine 70-71:
“Quanto al becero con la camicia verde e con la cravatta verde, non sa nemmeno quali sono i colori del tricolore. Mi-sun-lumbard, mi-sun-lumbard. Quello vorrebbe riportarci alle guerre tra Firenze e Siena. Risultato, oggi la bandiera italiana la vedi soltanto alle Olimpiadi se per caso vinci una medaglia, o meglio negli stadi quando c’è una partita internazionale di calcio. Unica occasione, peraltro, in cui riesci a udire il grido di Italia-Italia”.