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Matteo Salvini non si arrende: "Per contrastare le baby gang serve il servizio militare obbligatorio"

@Asia Buconi|

matteo salvini baby gang

“Per contrastare le baby gang diciamo che serve il servizio militare obbligatorio. Vorrei un Paese con più sicurezza, più figli e più tempo libero per i lavoratori per godersi la vita”, queste le parole pronunciate ieri a Rovereto dal segretario della Lega Matteo Salvini, che ha quindi rispolverato uno dei cavalli di battaglia dell’attuale campagna elettorale in tema di giovani.

Un punto di vista, questo, ribadito dal leader del Carroccio pure a Treviso nel pomeriggio, in occasione di un comizio elettorale tenuto assieme al governatore Luca Zaia, quando ha detto: “Sono una marea di ragazze e ragazzi e mi riempie il cuore vederli qui. Viva i giovani. Però ogni tanto ci sono anche dei giovani che vanno in giro a far casino, a scippare, a urlare e spacciare nelle strade. Noi baby gang e piantagrane non ne vogliamo, quindi se qualcuno fa casino la multa la pagano mamma e papà”.

La ricetta della Lega di Matteo Salvini per arginare il fenomeno delle baby gang

L’intervento di Matteo Salvini sul fenomeno delle baby gang è arrivato a seguito di alcuni episodi avvenuti proprio a Treviso appena qualche giorno fa, con l’ultimo che ha visto come protagoniste due ragazze minorenni che si sono date appuntamento appositamente per picchiarsi. Tanto che era intervenuto in merito pure il sindaco leghista di Treviso Mario Conte, che, sposando la posizione di Salvini sull’argomento, aveva sottolineato come la soluzione per arginare il fenomeno non fosse prendersela soltanto con i ragazzi, ma pure far pagare economicamente i genitori per i danni e gli straordinari di lavoro a cui tali episodi costringono gli agenti delle forze dell’ordine.

Nello specifico, il ddl sostenuto dal Carroccio riguarda un pacchetto di misure “contenente deterrenti contro questa violenza giovanile, obbligando a una maggiore responsabilità le famiglie, prevedendo non solo pene più severe per i giovani criminali ma anche l’inserimento di lavori socialmente utili, un processo minorile certo e senza meccanismi premiali per i reati commessi da gruppi di tre o più minori, sanzioni fino a 1.000 euro e sospensione del beneficio del reddito di cittadinanza o dell’assegno unico familiare per il mancato rispetto dell’obbligo dei genitori di provvedere all’istruzione obbligatoria dei figli, oltre a legare la possibilità di poter sostenere gli esami per la patente a 18 anni al requisito di non di non aver commesso questo tipo di crimini”, ha spiegato Fabrizio Cecchetti, vice capogruppo della Lega alla Camera e coordinatore regionale lombardo della Lega Salvini Premier.