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Il curioso dietrofront di Matteo Salvini, che cambia idea su Putin a una settimana dal voto

@Asia Buconi|

matteo salvini vladimir putin

Qualcuno lo ricorda a Mosca quando indossava con fierezza la maglia con sopra il volto del presidente russo Valdimir Putin. Qualcun altro non dimentica l’ormai nota affermazione “cedo due Mattarella per mezzo Putin”. Altri ancora conoscono bene la questione spinosa degli accordi tra la Lega e Russia Unita, il partito dell’autocrate di Mosca. Ma adesso, a neanche una settimana dal voto, il leader del Carroccio Matteo Salvini ha cambiato idea su Vladimir Putin. Ieri il segretario leghista è stato intervistato dal sito di informazione Bloomberg e, tra le altre cose, si è espresso pure sul suo rapporto col presidente russo. Ecco cosa ha detto.

Matteo Salvini cambia idea sul Vladimir Putin: “Quando inizi a invadere, a bombardare, a inviare carri armati in un altro Paese, tutto cambia”

Matteo Salvini ha affermato di aver cambiato idea su Vladimir Putin negli ultimi mesi a causa dello scoppio della guerra in Ucraina. Nello specifico, il segretario della Lega ha detto: “La mia opinione su Putin è sicuramente cambiata durante la guerra, perché quando qualcuno inizia a invadere, a bombardare, a inviare carri armati in un altro Paese, beh, tutto cambia”.

Si tratta di un “dietrofront” piuttosto sorprendente, dato che in passato Salvini aveva difeso Putin pure dopo l’invasione russa della Crimea e l’evidente repressione esercitata da Mosca ai danni di dissidenti e della stampa. Sempre a Bloomberg, il segretario leghista ha parlato anche della collocazione internazionale dell’Italia: “Per il prossimo futuro, la Cina è il nostro principale competitor – ha detto – dobbiamo temerla perché non è una democrazia ed è pronta ad invadere il mercato europeo con i propri prodotti e merci”.

Tra l’altro, il leader della Lega ha ribadito la sua “marcia indietro” sulla Russia di Putin anche oggi a “Radio Anch’io”, dove ha detto: “Il giudizio su Putin prima e dopo la guerra è cambiato da parte di tutti. Prima tutti facevano accordi commerciali, da Letta a Renzi a Prodi a Berlusconi. Chiaro è che se nel 2022 scatena una guerra, passa dalla parte del torto”. Poi, sollecitato sul tema delle sanzioni, Salvini ha aggiunto: “Le abbiamo sempre votate. Ma siamo al settimo mese di guerra, io ho solo fatto la domanda: le sanzioni stanno mettendo in ginocchio la Russia? Vedete le bollette? Non vorrei che a pagare le sanzioni fossero i lavoratori italiani”.

Comunque, in caso di vittoria del Centrodestra, il segretario leghista ha ribadito che sulle sanzioni “continueremo a fare ciò che abbiamo già fatto ma proteggeremo i lavoratori italiani. Come durante il Covid. È un secondo Covid, non in ospedale ma in fabbrica e bisogna proteggere gli italiani”.