Cultura e scienze

Matteo Renzi e il congiuntivo di Di Maio

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L’ex segretario del Partito Democratico Matteo Renzi è impegnato nel documentario su Firenze fatto da Lucio Presta che lo vedrà nelle vesti di narratore-conduttore che nei giorni scorsi ha visto il primo ciak. Il Corriere della Sera racconta che Presta tende a minimizzare i problemi di vendita del prodotto che sono emersi già prima della conclusione del lavoro:

«Problemi? Fandonie. C’è grande interesse — ribatte Presta—. Con Mediaset c’è una trattativa ferma su alcuni particolari, che risolveremo per la messa in onda su Rete 4. Poi ci sono la Spagna, Francia Germania. E soprattutto una trattativa con Netflix». E poi: «L’idea di fare questa cosa con Renzi ci è venuta tre mesi fa, a pranzo — conclude il manager — Matteo mi ha chiesto: “Ma sei sicuro?”, io gli ho risposto che verrà una gran cosa, e dopo poco siamo partiti».

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Intanto Renzi ha ancora voglia di scherzare e se la prende con Di Maio:

È il quarto giorno di riprese, dopo quelle fatte sul Ponte Vecchio, in piazza Santa Croce e tra i tesori degli Uffizi, con particolare attenzione alla strage di via dei Georgofili. Renzi dà il meglio di sé nella cappella di San Zanobi, quando racconta la Congiura dei Pazzi. La cappella è illuminata di rosso, come il sangue che scorse nella cattedrale quando i congiurati della famiglia avversa tentarono di sterminare, venendo però sterminati,i Medici.

È in questo passaggio che Renzi utilizza un congiuntivo in una frase complessa e si lascia sfuggire: «Questa la rifacciamo — dice scherzando — che Di Maio potrebbe non capirla». È l’unica allusione alla politica: «Ma non chiedetemi niente. Ora il mio massimo impegno è su questo progetto,tra qualche giorno vedremo…».

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