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Matteo Renzi, Antonella Manzione e la la licenza a delinquere nella riforma del fisco

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Matteo Renzi sarebbe pronto a cancellare la licenza a delinquere dalla riforma del fisco. Ieri abbiamo parlato dell’applicabilità della norma del 3% e del fatto che una clausola come quella ideata dal governo somiglia a un condono per il passato e a una licenza a delinquere che si potrebbe anche pianificare al centesimo, tanto più che «Subordinare a una soglia di evasione del 3 percento anche la rilevanza penale del comportamento di chi per non pagare le tasse usa fatture false, gonfia oneri fittizi o non dichiara redditi, è già un razzolare male rispetto al predicare bene che non si dovrebbe convivere con l’evasione,che chi non paga le tasse ruba servizi e futuro a quelli che le pagano, che non è con una ammenda (per quanto salata) che dovrebbe cavarsela chi dichiara o fabbrica falsità».Il presidente del Consiglio il 4 gennaio interviene pubblicamente per fermare il decreto e rinviare la versione definitiva a dopo che sarà stato eletto il nuovo capo dello Stato. Come?
 
LA LICENZA A DELINQUERE DI RENZI
Cancellando l’applicabilità della norma alle frodi fiscali, ovvero nel modo più semplice per evitare sospetti di contiguità sia con il Cavaliere che con gli evasori: «La soglia di rilevanza penale al 3% del reddito evaso resterà, ma sarà applicabile solo ai casi relativi alle dichiarazioni fiscali infedeli (dovute ad errori in buona fede o di interpretazione).Escludendo tutti quelli relativi alle dichiarazioni fraudolente, che comportano artifici come documenti falsi, che resteranno punibili penalmente», dice il Corriere. La soluzione al pasticcio sul nuovo quadro delle sanzioni per i reati tributari è già stata più o meno definita. Insieme al nuovo testo del famigerato articolo 19 bis sulla soglia di rilevanza penale, sarebbe rivisto anche un altro passaggio contestato,quello che riguarda l’applicazione del nuovo regime ai procedimenti in corso.La soluzione è a portata di mano, ma bisognerà aspettare:

Per evitare altre polemiche il presidente del Consiglio ha deciso ieri sera di rinviare il decreto al 20 febbraio, quando presenterà un pacchetto di altri provvedimenti attuativi della delega per la riforma fiscale. E insieme al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, preoccupato che l’incidente possa rallentare tutta la riforma in un momento in cui abbiamo gli occhi addosso dell’Unione Europea, sta ragionando su una proroga dei termini della stessa delega fiscale. I decreti legislativi di attuazione dovrebbero essere approvati definitivamente dal governo entro il 27 marzo, ma ne mancano ancora tanti, e la procedura di approvazione è lunga. Lo schema del decreto va alle Commissioni parlamentari competenti per il parere e poi torna in Consiglio per il via libera formale. Sempre che il governo si attenga ai suggerimenti delle Camere, altrimenti la procedura si allunga. Potrebbero volerci fino a due mesi, e se i decreti arriveranno il 20 febbraio, ammesso che siano tutti, la proroga dei termini della delega, per Padoan, diventa indispensabile.

matteo renzi riforma fisco
La riforma del fisco per punti (La Repubblica, 7 gennaio 2015)

Libero di oggi invece pubblica un riepilogo su quanto potrebbero evadere i grandi gruppi con la soglia del 3%:
effetti decreto renzi soglia 3 per cento
Intanto è ancora buio pesto su chi ha scritto la norma incriminata.
luca lotti giglio magico
Luca Lotti, di professione sottosegretario

LUCA LOTTI E ANTONELLA MANZIONE
Dopo le bufale di Dagospia su presunti incontri al ministero dell’Economia con l’avvocato di Berlusconi (in una notte di luna piena, mentre si svolgeva un sabba di streghe), sul banco dei presunti colpevoli ci sono ancora Luca Lotti, consigliere del premier, e Antonella Manzione, il vigile fiorentino che Renzi ha voluto a capo del suo ufficio legislativo. Lotti, 32enne «fratello minore» del premier, è colui al quale Renzi di solito scarica i dossier più preoccupanti, e ultimamente ha avuto qualche scontro, raccontato dai giornali, per i fondi all’editoria, di cui è responsabile per la delega che gli ha dato la presidenza del consiglio. Lotti ha anche rapporti stretti con Denis Verdini, il collegamento del Patto del Nazareno tra Berlusconi e Renzi. Della Manzione parla Goffredo de Marchis su Repubblica:

Non è sfuggita la sua crescita rapidissima nella gerarchia di Palazzo Chigi. Ormai è lei a guidare i pre-consigli, cioè le fondamentali riunioni tecniche che precedono le decisioni dei ministri. Il ruolo di mediazione di Graziano Delrio non basta. Con i capi di gabinetto,anche i più rodati, Antonella Manzione usa a volte metodi spicci, anche sulle materie tecniche.«Lo ha detto il presidente», sentenzia per chiudere qualunque discussione. E passaoltre. Evitando di impantanarsiin discussioni troppo lunghe.Il rapporto della responsabile affari giuridici è assolutamente diretto con Renzi. E con Lotti. Va detto però che, dopo le iniziali perplessità dei funzionari per via del curriculum della Manzione, adesso sono in tanti a Palazzo Chigi a non guardarla più come una marziana, ma come una collaboratrice del premier instancabile e competente.

Oggi Renzi avrà l’opportunità a Otto e Mezzo di spiegare e chiarire tutto su chi ha scritto la norma. Se proseguirà ad assumersi la responsabilità politica del tutto, come ha già fatto in un paio di dichiarazioni riportate dal Fatto e non smentite, è evidente che il nome non uscirà più, ma che responsabile era il suo entourage.