Politica

“Siete voi che decidete, non ho chiesto pieni poteri”, la replica di Draghi al Senato

Il Presidente del Consiglio è tornato in Aula prima delle dichiarazioni di voti dei partiti

Dopo il discorso di questa mattina a Palazzo Madama, Mario Draghi è tornato in Aula per replicare alle parole dei vari rappresentati di partito. Prima delle dichiarazione di voto – si voterà la risoluzione presentata da Pier Ferdinando Casini – il Presidente del Consiglio ha voluto mettere dei puntini ribadendo e rileggendo alcune sue parole che avevano dato spazio a interpretazioni ampie da parte di alcuni partiti. Come quella sulla presunta richiesta di “pieni poteri”.

Mario Draghi ribadisce di non aver mai chiesto “pieni poteri”

Prendendo la parola davanti ai senatori, Mario Draghi ha voluto rispondere ad alcune domande poste questa mattina. In particolare dal pentastellato Ettore Licheri e Daniela Santanchè:

“Rispondo alle osservazioni fatte dai senatori Licheri, Santanché, secondo cui sembro quasi mettere in discussione la natura della nostra democrazia, come se avessi detto che non è parlamentare. La democrazia è parlamentare ed è la democrazia che rispetto e riconosco. Nessuna richiesta di pieni poteri, va bene? Siete voi a decidere se votare o meno la fiducia. Volevo rispondere a questo appunto ché è importantissimo”.

Poi il Presidente del Consiglio ha risposto anche alle polemiche avanzate in qualche dichiarazione mattutina, in particolare da parte della senatrice di Fratelli d’Italia Santanchè:

“Perché il governo non è entrato nello Ius Soli, nella cannabis, nel ddl Zan? Perché il governo ha deciso di non intervenire, per la sua natura di governo fondato su un’ampia coalizione, su temi di origine parlamentare”.

E sul salario minimo, altro oggetto di polemica da parte del MoVimento 5 Stelle:

“Sul salario minimo ho detto quello che dovevo dire: c’è una posizione della commissione europea, si è aperto un tavolo con i sindacati e Confindustria. Continueremo la discussione, qualunque sarà la vostra decisione di oggi e credo che si possa arrivare a una proposta di salario minimo che non veda diktat del governo sul contratto di lavoro”.

Poi l’annuncio del voto sulla risoluzione presentata da Casini, ovvero quella a sostegno dell’esecutivo Draghi.