La macchina del funky

Marina, Barbara, Mara: tre donne per Berlusconi

Marina Berlusconi, Barbara Berlusconi, Mara Carfagna. Sarebbero questi i tre nomi che l’ex Cavaliere sta pensando di fare per indicare il suo successore in Forza Italia e nella leadership di un centrodestra che ormai appare sempre più in mano a Matteo Salvini. Mentre il voto delle Regionali potrebbe certificare la crisi definitiva del suo partito e il secondo posto della Lega negli oppositori di Renzi insieme al MoVimento 5 Stelle, Silvio sfoglia la margherita e Tosi tesse la tela da federatore:

Della prima scuola di pensiero fa parte Giovanni Toti, che non a caso è finito nel totonomi sulla successione. «E per questo», scherzava con gli amici ieri il candidato governatore della Liguria, «devo senz’altro ringraziare Renzi, che mi attacca sempre». Renzi o non Renzi, il consigliere politico dell’ex premier sta tessendo una sua tela politica. Due giorni fa ha incontrato il coordinatore del Nuovo centrodestra Gaetano Quagliariello. E, nei prossimi giorni, sarà protagonista di comizi con Salvini (domani),Berlusconi (mercoledì) e Giorgia Meloni (giovedì). Morale della favola? Se l’esito delle Regionali costringesse FI ad avviare un «percorso federativo» con gli altri alleati, difficile non pensare a lui come «portabandiera azzurro». O a Mara Carfagna, che ieri — durante l’Intervista con Maria Latella su SkyTg24 — ha preso di petto le voci su una sua candidatura («Non si tratta di ambizione personale») chiarendo non a caso che «dobbiamo capire se dobbiamo ricostruire il centrodestra e anche che cosa vuole Salvini».

marina berlusconi barbara berlusconi
Tommaso Labate sul Corriere della Sera però ricorda che conta soprattutto il cognome:

Ma contro questa scuola di pensiero, dentro Forza Italia già si muovono quelli che non vogliono rischiare di finire «subalterni» alla Lega. In cima alla lista c’è la falange lombarda, di cui fanno parte Paolo Romani e Mariastella Gelmini. Per loro, del successore di Berlusconi conta soprattutto il cognome. Che dev’essere «Berlusconi», poco importa se Marina (che rifiuta) o Barbara (deci s a m e n te p i ù te n t a t a dall’ipotesi). In fondo, è l’unico antidoto per evitare che FI accetti di mettere in palio la leadership del centrodestra alle primarie. Col rischio di doverla cedere a Salvini. È un rischio a cui pensa anche l’ex premier. Che infatti, per tranquillizzare i suoi, l’ha detto anche da Fabio Fazio: «Il mio erede, perora, non s’è ancora fatto vivo».