Cultura e scienze

Marianna Madia e la querela al Fatto per la tesi «copincollata»

Ieri Marianna Madia, ministra della funzione pubblica e pluricandidata – nella sua infinita modestia – alle elezioni, ha annunciato su Twitter e per la seconda volta di voler portare in tribunale il Fatto Quotidiano con un’azione civile di risarcimento danni per la vicenda della tesi “copincollata” che il quotidiano di Travaglio ha raccontato mesi fa e su cui è tornato di recente dopo la “sentenza” dell’IMT di Lucca, che ha “assolto” la ministra.

marianna madia querela tesi copiata

Sabato Stefano Feltri e Laura Margottini hanno infatti raccontato che l’istituto ha dovuto avviare una inchiesta interna per verificare quanto ci fosse di davvero originale nella tesi del 2008 sulla flessibilità del lavoro con cui l’allora deputata del Pd e oggi ministro Marianna Madia ha conseguito il dottorato in economia. Al termine dell’inchiesta l’IMT ha “assolto” Marianna Madia. Enrico Bucci e la sua società Resis sono stati incaricati da Lucca di esaminare la tesi:

Anche l’analisi di Bucci per l’Imt conferma quanto rivelato dal Fatto: tutto il secondo capitolo si basa su un paper già presentato l’anno prima, Is there any relationship between the degree of labour market regulation and the degree of firm innovativeness? che però non è firmato dalla sola Madia, ma anche dalla sua collega di dottorato Caterina Giannetti.

“L’identificazione di un lavoro come già pubblicato, proprio perché ciò costituisce titolo di merito per il candidato, deve sempre essere immediata ed ovvia”, osserva Bucci. Eppure la Madia omette che il capitolo 2 è la riproposizione di un paper già pubblicato e, così facendo, non rivela che è frutto di un lavoro di squadra con la Giannetti, prendendosi di fatto il merito di tutto il contenuto. Perfino il prudente Bucci deve concludere che “in questo caso, quindi,vi è certamente una deviazione dagli standard comunemente accettati per la citazione del proprio lavoro”.

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Alcune delle parti della tesi di Madia accusate di copincolla dal Fatto

In una nota c’è l’argomento per assolvere la Madia:

Se la comunità di riferimento – cioè i professori – già conosceva il lavoro, la citazione diventa “pleonastica”. Per sostenere questo punto, Bucci usa un singolare argomento: in entrambi i lavori, la tesi e il paper del 2007, ci sono brani ripresi da Wikipedia, 117 parole prese dalla voce “Labour Market Flexibility”, a loro volta pescate da altri lavori, e questo “co stituisce un esempio emblematico di testo identificato come conservato (cioè copiato, ndr) da un software antiplagio, testo che tuttavia corrisponde ad una di quelle definizioni la cui provenienza, almeno in ambito econometrico, è così ovvia da essere usata ampiamente nella comunità di riferimento senza virgolette”.

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EDIT: Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, conferma che querelerà ‘Il Fatto quotidiano’ che in un suo articolo aveva ipotizzato un presunto plagio contenuto nella tesi di dottorato scritta da Madia. “Confermo di presentare la querela in settimana, ho aspettato a farlo perche’ credo nelle istituzioni: ho aspettato che le istituzioni accertassero quello che il Fatto diceva, ha parlato l’Universita’ di Lucca con commissioni interne, ha parlato il Cambridge journal of economics, a questo punto procedo con l’azione civile che firmero’ questa settimana”, ha detto il ministro durante una pausa dei lavori dell’European open government leader’s forum in corso a Milano.