Cultura e scienze

Maria Rita Gismondo: la dottoressa del Sacco spiega il coronavirus come semplice influenza (e risponde a Burioni)

Su facebook ieri aveva scritto: “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale”. Oggi precisa e risponde a Burioni

maria rita gismondo coronavirus

Maria Rita Gismondo, che  dirige il reparto di Microbiologia, virologia e diagnostica bioemergenze del Sacco di Milano, ieri ha scritto un post su Facebook (poi cancellato) sostenendo che le sembrava una follia i test e gli esami per il Coronavirus: “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri. Questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico”.

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Al post hanno risposto in molti, tra cui il virologo Roberto Burioni, uno tra gli esperti che avevano chiamato l’allarme su COVID 19 e su SARS-CoV-19:

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Oggi Gismondo parla con Repubblica per chiarire meglio il senso delle sue parole: prima risponde a Burioni («Mi definisce la “signora del Sacco”? Burioni mi fa un grande onore, perché Luigi Sacco è stato un grande immunologo ed al Sacco lavorano grandi professionisti») e poi replica nel merito.

«Ribadisco. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Lo dico sulla base dei miei controlli fatti sulle pagine ufficiali dell’Oms e dell’Istituto superiore di Sanità. Non credo di aver fatto alcun errore di trascrizione dei dati. Se il collega, che certo non definisco «il signore del San Raffaele”, desidera criticare le mie dichiarazioni, sono felice che lo faccia direttamente, con dati alla mano».

Ci spieghi allora cosa sta succedendo.
«Succede che noi stiamo facendo uno screening a tappeto. È logico perciò che andiamo a intercettare numerose positività, ma la maggior parte di queste persone ha banali sintomi influenzali. Le faccio un esempio: l’italiano ricoverato alla Cecchignola, positivo al Covid-19, ha avuto una congiuntivite, e per il resto stava bene. Come la gran parte delle persone che abbiamo testato qui e trovato positive, ma che stavano bene, o avevano i sintomi di una normale influenza».

Però ci sono stati tre morti.
«Si tratta di persone anziane, L’ultimo decesso, una paziente oncologica. Il penultimo, una signora anziana e malata. Stiamo parlando di pazienti gravemente defedati, cioè immunodepressi. Purtroppo, data la loro situazione, sarebbero morte anche per una influenza».

Nel dibattito tra lei e Burioni, definiamolo così, si è inserita la virologa Ilaria Capua. Ha detto che l’Italia sta vivendo una situazione più critica perché sta cercando i casi più attivamente di altri, e ha definito il coronavirus “sindrome simil-influenzale”.
«Sono contenta che la dottoressa Capua, collega che stimo e di grande rilievo scientifico, la pensi come me. Negli altri Stati europei vengono fatti i test solo alle persone con gravi insufficienze respiratorie. Gli altri, con sintomi simil influenzali, non vengono testati, e quindi sfuggono alla registrazione come positivi».

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