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Maria Giulia Sergio: arrestata la famiglia di Fatima

Nel blitz antiterrorismo di stamattina, condotto dalla Digos e coordinato dal procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, e dal pm Paola Pirotta, sono stati arrestati il padre, la madre e la sorella di Maria Giulia Sergio, la giovane italiana partita tempo fa per andare a combattere in Siria e di cui si era già parlato nei mesi scorsi. La famiglia della ragazza vive ad Inzago, nel Milanese. Tra gli arrestati c’è anche lo zio e il marito albanese della giovane. Sergio, il marito e la madre di quest’ultimo sono tutti e tre in Siria a combattere per la Jihad.

maria giulia sergio fatima
La foto di Maria Giulia Sergio alias Fatima sul Giornale di oggi, 11 gennaio 2015

Al padre e alla madre di Maria Giulia Sergio è stato contestato l’articolo 270 quater del codice penale che punisce chi organizza la partenza di combattenti con finalità terroristiche, come previsto dal decreto legge antiterrorismo approvato in via definitiva lo scorso aprile. Tra le accuse contestate agli altri arrestati c’è l’articolo 270/bis, ossia il reato di terrorismo internazionale introdotto dopo l’11 settembre 2001.
MARIA GIULIA SERGIO: ARRESTATA LA FAMIGLIA DI FATIMA
L’attività investigativa, avviata lo scorso ottobre, ha quindi riguardato in particolare Maria Giulia Sergio che, dopo la conversione all’Islam, è poi partita insieme al marito alla volta della Siria, per raggiungere lo Stato Islamico e partecipare al jihad. Le attività tecniche degli investigatori, spiega una nota della Polizia, hanno consentito di ricostruire il percorso seguito dalla giovane coppia per il raggiungimento della Siria. In particolare attraverso l’intercettazione dell’utenza, in uso ad un coordinatore dell’organizzazione dei foreign fighters dello Stato Islamico, è stato possibile ricostruire l’attività di smistamento degli stranieri che da varie parti del mondo partono per raggiungere il Califfato. La cellula terroristica smantellata dai carabinieri del Ros, che hanno arrestato oggi due maghrebini e indagato un terzo già in carcere, “si proponeva anche – sottolineano gli investigatori – la pianificazione ed esecuzioni di atti terroristici in Italia e in Nord Africa”.  La Polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 10 persone (4 italiane, 5 di nazionalita’ albanese ed 1 di nazionalita’ canadese), accusate a vario titolo di associazione con finalita’ di terrorismo e di organizzazione del viaggio per finalita’ di terrorismo. Le indagini condotte dalla Sezione Antiterrorismo della Digos di Milano hanno permesso di accertare che gli indagati fanno parte di due nuclei familiari, di cui uno formato da cittadini italiani convertiti da qualche anno all’Islam e determinati a partire per la Siria, l’altro composto da cittadini di nazionalita’ albanese residenti nella provincia grossetana. Il collante tra le due famiglie è rappresentato da una giovane coppia che si e’ unita in matrimonio nel mese di settembre scorso, per poi partire alla volta della Siria. ‘attività investigativa, avviata lo scorso ottobre, coordinata dagli uomini della polizia di Stato della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione, anche per i profili di collaborazione internazionale, ha riguardato in particolare la giovane donna della coppia, cittadina italiana, che subito dopo la conversione ha intrapreso un percorso di radicalizzazione che l’ha poi spinta a partire insieme al marito alla volta della Siria, per raggiungere lo Stato Islamico e partecipare al jihad. Le attività tecniche condotte dalla polizia hanno consentito di ricostruire il percorso seguito dalla giovane coppia per il raggiungimento della Siria. In particolare attraverso l’intercettazione dell’utenza, in uso ad un coordinatore dell’organizzazione dei foreign fighters dello Stato Islamico, è stato possibile ricostruire l’attività di smistamento degli stranieri che da varie parti del mondo partono per raggiungere il Califfato.

Le foto di Maria Giulia Sergio alias Fatima


CHI È MARIA GIULIA SERGIO ALIAS FATIMA
La donna di 28 anni, Maria Giulia Sergio, dopo un percorso di radicalizzazione ha cambiato il suo nome in Fatima, è nata a Torre del Greco (Napoli), ma si è poi trasferita assieme alla famiglia ad Inzago, in provincia di Milano. Si è convertita all’Islam, ha sposato un marocchino e ha iniziato ad indossare il niqab, ossia il velo integrale, e ha assunto posizioni sempre più radicali. Tanto che, nei mesi scorsi, la donna sarebbe partita da Roma con un aereo diretto verso Istanbul per poi attraversare il confine turco e raggiungere la Siria per combattere a fianco degli integralisti del cosiddetto Stato Islamico. Repubblica aveva parlato all’epoca con la famiglia della donna:

Nell’appartamento di Inzago, paesedi 11mila abitanti a est di Milano, la madredi Fatima – così si fa chiamare la giovane da quando si è convertita all’Islam – riceve gli ospiti con in capo il niquab. «Mia figlia, come me, ama il Corano – dice la madre Assunta – Ora non so dove si trovi, ma l’ho sentita, sta bene. In famiglia crediamo tutti in Allah, viviamo per Allah». Fatima, come sua sorella maggiore Marianna, ha sposato un musulmano. E come lei si è convertita all’Islam, assumendo posizion isempre più radicali. Per ultimi, hanno deciso di «seguire il Profeta con sottomissione» i genitori, lui pensionato da tempo e lei casalinga. «Siamo orgogliosi di lei», ripetono. La ragazza nei mesi scorsi sarebbe partita da Roma in aereo verso Istanbul, per poi attraversare il confine turco e raggiungere la Siria per combattere a fianco del cosiddetto Stato Islamico.

Qualcuno a Inzago raccontava di averla vista in tv, prima della partenza, a difendere le ragioni dell’Islam contro Daniela Santanché in un programma del pomeriggio:

«Era preparata sul Corano, ha fatto una grande figura», si racconta in piazza. Un episodio che chi è vicino alla famiglia non conferma. Ora che a Inzago si è saputo che Fatima sarebbe partita per la Jihad, l’aspetto della madre e della sorella, sposata con un egiziano, comincia a fare paura. «Non avrei mai pensato che Fatima potesse essere una guerriera – racconta una vicina – il giorno del matrimonio era velata di bianco, mi ha donato confetti. Era felice». Quel primo matrimonio, con un marocchino, è finito. Sembra che lui fosse «troppo liberale». Poi Fatima si sarebbe avvicinata a un ragazzo albanese, che avrebbe sposato. Un percorso personale che non ha intaccato la sua convinzione religiosa. Il padre della ragazza, un tempo mite, con la conversione sembra si sia trasformato. «Porta una lunga barba, gira in bici, ha sviluppato modi sicuri e sembra avere molta influenza su tutta la famiglia», dice chi lo conosce.

Uno degli ultimi post su Facebook della 27enne, che si è convertita all’Islam assieme a tutta la sua famiglia (padre, madre e sorella vivevano ancora ad Inzago), risale al novembre 2013. Nel dicembre del 2010, invece, scriveva: “Allahumma rinsalda le nostre gambe e dacci la vittoria sui miscredenti”. Fatima, dopo aver sposato prima un marocchino e poi un albanese (alcuni familiari di quest’ultimo sono stati arrestati) e dopo aver frequentato anche la moschea di Treviglio (Bergamo), sarebbe partita da Roma con un aereo diretto ad Istanbul. Dalla capitale turca, poi, dopo aver attraversato il confine, avrebbe raggiunto la Siria per unirsi ai fondamentalisti del sedicente ‘Stato Islamico’. In un altro post la giovane aveva scritto: “In verità Allah ha detto ‘Vincerò Io e i miei servi credenti'”. Fatima sul suo profilo, inoltre, aveva messo anche una foto che ritrae una donna interamente coperta dal velo con la scritta “l’obbligo di coprirsi la faccia e le mani”. Aveva postato anche alcune osservazioni sui testi sacri sotto il titolo ‘Capitolo su quando l’Islam di un uomo diviene eccellente’. E, infine, il 5 agosto del 2011, in vista del matrimonio, scriveva: “Care sorelle c’è qualcuna di voi che ha delle foto di spose con niqab? Devo prendere spunto su come fare il mio niqab da sposa”.

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