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La storia della dirigente scolastica che si rifiuta di applicare la legge Lorenzin (è una balla)

Maria Gabriella Parente è la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Buttigliera Alta-Rosta (in provincia di Torino). Un istituto comprensivo di cui fanno parte nove scuole, per un totale di 1.200 alunni. Qualche giorno fa sul sito dell’Istituto è stata pubblicata una lettera firmata dalla dirigente dal titolo “Obbligo vaccinale: una guerra non nostra! – La reazione avversa dei Dirigenti scolastici di Anp che rifiutano lo scontro sui vaccini“. Qualcuno ha inteso la lettera come una sorta di “dichiarazione di guerra” alla Legge Lorenzin. Le cose però stanno diversamente.

La lettera sul disagio dei presidi delle scuole dell’infanzia

Nella lettera – che è stata condivisa anche da ANP, l’associazione dei dirigenti pubblici e scolastici, la professoressa Parente racconta le difficoltà incontrate da molti dirigenti scolastici in questo primo anno di applicazione della legge sull’obbligo vaccinale. Spesso infatti le scuole, soprattutto quelle dell’infanzia, si sono trovate “in mezzo” tra le disposizioni di legge e le recriminazioni di alcune famiglie no-vax pervicacemente convinte che la libertà di non vaccinare i propri figli valga più della legge. Asili nido e scuole dell’infanzia, dove è prevista l’esclusione scolastica per i bambini non in regola con le vaccinazioni, sono diventate terreno di scontro. Secondo la professoressa Parente però sarebbe stato preferibile che ciò non fosse accaduto.

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La lettera denuncia così il disagio dei Dirigenti che si sono visti obbligati a procedere con l’allontanamento degli alunni figli dei free-vax. Un compito, si legge, che la scuola non può affrontare da sola perché sulla questione dell’adempimento all’obbligo «si intrecciano fattori complessi come le predisposizioni individuali, la percezione e l’esposizione selettiva, le relazioni interpersonali e professionali, la pressione del gruppo e magari l’ascendente personale di un solo genitore» La soluzione? Per la Dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Buttigliera Alta-Rosta la scuola «avrebbe necessità di fare rete con altre agenzie educative e formative, con le quali è ben disposta a lavorare».

Le reazioni dei Free-vax alla lettera della dottoressa Parente

In nessun punto della lettera è scritto che la legge è sbagliata. Si intende invece tutta la difficoltà di un anno scolastico – il primo della legge Lorenzin – passato in trincea. Un anno reso più difficile dal fatto che è stato un periodo di transizione, che per aiutare gli inadempienti ad assolvere agli obblighi di legge ha concesso numerose proroghe (anche perché la legge è stata promulgata ad agosto 2017) fino a fine aprile. Ovvero fino a quasi la fine dell’anno scolastico.

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Nei gruppi free/no e boh vax la lettera è stata presentata in maniera diversa. Un famoso free-vax ha scritto su Facebook in numerosi post «Vergogna mondiale. Queste le sagge parole di una preside che difende la scuola da questa legge infame sui vaccini che crea untori e mette fuori bambini innocenti» lasciando intendere che nella lettere la legge venga definita una vergogna mondiale oppure infame.

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CLIVA, un’associazione che si batte per la libertà di scelta vaccinale, ha pubblicato la lettera esprimendo un ringraziamento alla Dottoressa Parente «per aver rivendicato il vero ruolo della scuola che ACCOGLIE e per aver sottolineato la gravità di un allontanamento per un bambino dal suo percorso formativo».

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Un altro genitore loda il coraggio di chi ha saputo «andare contro corrente, dimostrando che la vera virtù non è l’obbedienza, bensì la capacità di applicare la nostra capacità di PENSIERO in tutto ciò che facciamo». Ma è davvero così? Davvero c’è un dirigente scolastico che si rifiuta di fare applicare la legge e che è anche contro i vaccini?

Cosa pensa davvero la Dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Buttigliera Alta sui vaccini e la legge Lorenzin

Conoscendo le note difficoltà di comprensione del testo di alcuni sostenitori della causa della libertà di scelta abbiamo chiesto direttamente alla Dottoressa Parente di spiegare la sua posizione. Raggiunta al telefono da neXt Quotidiano la Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Statale Buttigliera Alta-Rosta ha spiegato di non essere né contro la legge né contro le vaccinazioni obbligatorie, tanto che le sue figlie sono regolarmente vaccinate. La lettera, spiega, «è la comunicazione di un disagio che si è riversato sulla categoria dopo l’approvazione della legge». La professoressa esprime il suo rammarico rispetto al fatto che «alcune associazioni per la libertà di scelta abbiano strumentalizzato il suo pensiero» e dice di «essere fermamente convinta che la vaccinazione sia un’importante forma di tutela della salute pubblica».

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In quanto Dirigente scolastico poi non si sarebbe mai sottratta (né mai lo farà) all’applicazione della legge. La dottoressa Parente rileva però che le modalità di applicazione della 119/2017 rispetto all’anno scolastico 2017/2018 sono state confuse e hanno creato diversi problemi. La difficoltà principale è il fatto che – in virtù delle proroghe previste dall’anno di transizione – l’esclusione dalla scuola venga comminata quando ormai l’anno scolastico si avvia a conclusione. È estremamente difficile per un docente, spiega la Parente, spiegare ad un alunno che ormai ha completato il percorso di inserimento il motivo per cui da un certo punto in poi non potrà più frequentare la scuola. «Sarebbe stato meglio invece non consentire l’iscrizione degli alunni non vaccinati ad inizio dell’anno scolastico, ed è quello che farò per il prossimo avendo già rifiutato l’iscrizione di quattro bambini non in regola per il prossimo», ha annunciato.

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Ma quest’anno nel suo Istituto ci sono stati casi di non adempienti? «Ad inizio d’anno – racconta – c’erano circa dieci bambini non in regola con le vaccinazioni (su 250 iscritti alla scuola dell’infanzia). Ad oggi, grazie anche ad un percorso di informazione e a numerosi colloqui con i genitori il numero si è ridotto a tre». Di quei tre bambini, per due i genitori hanno accettato l’invito a presentarsi al colloquio al centro vaccinale mentre solo una famiglia è risultata essere completamente refrattaria. Alla scuola però è stato risparmiato l’ingrato compito di dover chiamare i vigili per impedire l’accesso alla classe perché la famiglia ha ritirato il bambino già da due mesi. In caso però quella famiglia avesse deciso di portare il bambino a scuola (nonostante la lettera dell’ASL e della scuola che comunicavano l’esclusione temporanea) la Dirigente spiega che allora avrebbe fatto rispettare la legge. Fortunatamente l’anno di transizione per la Lorenzin è finito, che come tutti gli anni di passaggio è stato molto difficile perché le persone «erano disabituate», dall’anno prossimo nessun alunno dovrebbe essere escluso durante l’anno perché le verifiche sullo stato vaccinale verranno compiute prima dell’iscrizione. Con buona pace dei free-vax che credevano di aver trovato una scuola “dissidente”.