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Maria Elena Boschi e il seggio di Bolzano

maria elena boschi

Maria Elena Boschi, che ieri ha compiuto 37 anni, sarà candidata nel collegio uninominale di Bolzano. Dopo le tante indiscrezioni e ipotesi dei mesi scorsi (Roma Eur, Campania, Firenze) il Partito Democratico, come ha raccontato ieri la cantrice del renzismo Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera, ha deciso per il collegio blindato dal patto di ferro con SVP, che per quel seggio attendeva, racconta oggi il Fatto, una proposta di credibilità autonomista.

Maria Elena Boschi e il seggio di Bolzano

Ieri la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio è comparsa a un convegno sugli ottanta anni dalla promulgazione delle leggi razziali sotto il fascismo organizzato dall’Unione comunità ebraiche italiane e dal Comitato di Coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah: “Oggi c’è il rischio che tornino a risuonare parole ingiustificate e ingiustificabili come la parola ‘razza’. E se chi si candida a guidare un territorio del Paese usa, come abbiamo visto in questi giorni, la parola ‘razza bianca’ perché porta consenso, dobbiamo interrogarci sulla necessità di trovare degli anticorpi”.
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Intanto si è presa gli attacchi degli avversari politici: “La sinistra tace davanti alla gravissima ingerenza di Vienna che vuole dare la cittadinanza austriaca agli italiani di lingua tedesca dell’Alto Adige in cambio del sostegno della Svp a ‘lady Etruria’. L’unica possibilità rimasta alla Boschi di essere eletta è infatti quella di farsi votare da un partito che dichiara di non sentirsi italiano. I cittadini di Bolzano sappiano che ogni voto dato al Pd è un voto per dividere e che al contrario ogni voto dato a Fratelli d’italia è un voto dato per difendere l’unità nazionale”, ha scritto Giorgia Meloni su Facebook. “Poco più di un mese fa, il 15 dicembre, il ministro Maria Elena Boschi travolta dallo scandalo Banca Etruria dichiaro’ ‘mi sono limitata a rappresentare le preoccupazioni mie e del territorio aretino’. Il Pd oggi la candida a Bolzano, a 487 chilometri da Arezzo. 487 chilometri di vergogna”, dice invece il M5S.

Il Fatto e la Bosken

Il Fatto invece ricorda quando alla Leopolda del 2014 l’allora ministra delle Riforme dichiarava: “Non è il momento propizio, ma sarei favorevole alla soppressione delle autonomie speciali”. E racconta come ha preso il PD di zona la decisione:

D’altronde è stata lei stessa a insistere per questa soluzione: dopo aver vigorosamente tentato, invano, di essere candidata nel collegio uninominale di Firenze, martedì il Nazareno pareva deciso a candidarla solo nei listini proporzionali. Quando ha visto la notizia sulle agenzie, però, Boschi ha animatamente protestato. Prima di tutto con Matteo Renzi: esclusa la Toscana, in cui si sarebbe finito per fare la campagna elettorale solo su Banca Etruria, il collegio di Bolzano è la soluzione più semplice.

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In Alto Adige il Pd è appunto alleato con la Svp e quel collegio è blindato (in quelli di Merano e Bressanone, invece, Svp corre da sola, e vincerà). “Non abbiamo la conferma ufficiale, non siamo stati consultati – ha detto Alessandro Huber, segretario del Pd di Bolzano – noi stavamo valutando di trovare un candidato locale come ci era stato richiesto”.Però, al netto di questo, sostiene di non avere nulla in contrario alla candidatura della Boschi: “Potremmo addirittura uscire rafforzati nei rapporti con Roma, se viene un esponente di spicco del Pd come lei”,spiega, facendo intendereche le richieste degli altoatesini non si faranno attendere.

La decisione ha comunque concluso la problematica della candidatura della sottosegretaria nel modo che le assicura la permanenza in Parlamento nella legislatura che vedrà il Partito Democratico all’opposizione. Poi ci sarà tempo per decidere il prossimo futuro politico.