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Marco Parma: le ridicole dimissioni del preside di Rozzano

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L’Italia è quel paese che nel pieno di un’emergenza terrorismo mondiale non trova di meglio che occuparsi dei canti natalizi nelle scuole dei bambini. E così la surreale vicenda di Marco Parma, il dirigente scolastico dell’Istituto Garofani di Rozzano che avrebbe «cancellato i canti di Natale» – come sappiamo, si tratta in realtà di una bufala – diventa il motivo di una strumentalizzazione politica perché anche Natale, soprattutto per chi è senza scrupoli, è giorno di campagna elettorale. Ieri il preside Parma, che secondo un articolo del Giorno avrebbe cancellato il concerto di Natale e rimosso i crocifissi dalle aule, è tornato a spiegare sul sito internet dell’Istituto com’è andata davvero la storia.

Marco Parma: le ridicole dimissioni del preside di Rozzano

Parma ha raccontato che, come in occasione della storia dei crocifissi e della mostra di Firenze, la questione nasce da una polemica con due madri che avrebbero voluto entrare a scuola nell’intervallo mensa per insegnare canti religiosi ai bambini cristiani. Al suo diniego è scattata la polemica innescata dal Giorno il quotidiano che parlò del tumore benigno del Papa poi scopertosi inesistente – con tanto di lamentele sui crocifissi, che rapidamente ha fatto il giro d’Italia trasformandosi in guerra di civiltà da combattere in pantofole a colpi di dichiarazioni deliranti dettate alle agenzie di stampa. Eppure la lettera di Marco Parma, pubblicata sul sito dell’Istituto Garofani, è chiarissima:

Potrei anche ringraziare quegli incauti che hanno sollecitato l’attenzione dei media sulla mia modesta persona, se me lo fossi meritato. Purtroppo, invece, la bufera mediatica che si è sollevata si basa su notizie in parte distorte e in parte infondate. In primo luogo, non ho mai fatto rimuovere crocefissi né dalle aule del Comprensivo Garofaniné da quelle delle altre scuole che ho gestito e diretto nel corso di più di vent’anni dimodesta carriera, per un motivo molto semplice: non c’erano. In secondo luogo, non ho rimandato né cancellato nessun concerto natalizio né altre iniziative programmate dal collegio docenti e dal consiglio di istituto; mi sono, viceversa, adoperato per sostenerle: tanto il concerto del 17 dicembre dei ragazzi della secondaria quanto quello dei bimbi della primaria, in programma per il 21 gennaio, oltre ai momenti di festa prenatalizia che si svolgeranno, come di consueto, in tutte le classi.Non esistono iniziative “cancellate” o “rinviate”.
L’unico diniego che ho opposto riguarda larichiesta di due mamme che avrebbero voluto entrare a scuola nell’intervallo mensa per insegnare canti religiosi ai bambini cristiani: cosa che continuo a considerare inopportuna. Poiché da più parti si è sostenuta la mia inadeguatezza al ruolo, mi rivolgo nel frattempo alla Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale affinché valuti l’opportunità di attribuire ad altro collega la reggenza dell’istituto. In tale prospettiva, colgo l’occasione per ringraziare ibambini, i genitori, gli insegnanti, la segreteria e i collaboratori per l’affetto e la stima concui mi hanno accolto fra loro dal settembre 2014 fino a questo difficile passaggio: sentimentiche contraccambio di cuore, con sincera ammirazione per la passione e la tenacia che il personalescolastico dimostra ogni giorno.

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La lettera pubblicata sul sito dell’istituto di via dei garofani a Rozzano

E sembra anche piuttosto chiaro che il preside ha chiesto alla direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale di dare ad altri la reggenza dell’Istituto. Ovvero, ha annunciato le dimissioni più ridicole della storia, visto che sono ridicole le motivazioni che lo hanno spinto a darle. La strumentalizzazione politica di una vicenda inesistente è partita con Matteo Salvini.  In diretta a Radio Padania il leader della Lega ha cercato di rintracciare telefonicamente il preside reggente, Marco Parma, dopo aver mandato in onda la canzone ‘Tu scendi dalle stelle’. A rispondere al segretario della Lega è stato solo il direttore amministrativo della scuola di Rozzano, che pacatamente ha sostenuto che sulla vicenda “i giornalisti hanno mescolato un po’ le situazioni”, promettendo a breve “un comunicato stampa” del preside. “Pensate quelli dell’Isis se ci stanno ascoltando quanto ci prendono per coglioni”, ha concluso Salvini, che alla fine del giro di telefonate in diretta non è riuscito a parlare con il preside. In effetti, se l’ISIS sapesse che in Italia i politici pensano ai canti dei bambini a scuola invece che a fornire alla polizia strumenti e mezzi per combattere il terrorismo, penserebbe proprio che siamo dei coglioni. E infatti, a dimostrazione del fatto che non è un problema di destra e sinistra, sulla questione è intervenuto anche Matteo Renzi: «Il Natale è molto più importante di un preside in cerca di provocazioni. L’Italia intera, laici e cristiani, non rinuncerà mai al Natale. Con buona pace del preside di Rozzano. Confronto e dialogo non vuol dire affogare le identità in un politicamente corretto indistinto e scipito».

L’ISIS e i coglioni

Renzi, è evidente, parla a sproposito perché non conosce i fatti. E questo, più che un giudizio politico, è una biografia in una riga. La ministra Stefania Giannini invece è molto più furba, perché ha impiegato appena quattro colonne sul Corriere della Sera per parlare del caso senza prendere in alcun modo posizione.

Ed evitando che episodi come quello esploso in questi giorni sulla scuola di Rozzano diventino oggetto di tenzoni goffe. Se tutti condividiamo l’ambizione di vedere la scuola come luogo principale di trasmissione e condivisioni dei nostri valori e di integrazione con i valori di altre comunità che sono ormai parte integrante della nostra società, allora a tutti spetta di trattare quanto succede in ogni scuola con prudenza e rispetto.

In tutto ciò, c’è chi riesce a dire senza che gli scappi da ridere che l’addio del preside di Rozzano è una “vittoria culturale”. Si parla deputato di Area Popolare Alessandro Pagano:

“Grazie alla compattezza della politica, il preside della scuola di Rozzano ha deciso di voler rimettere il proprio mandato prendendo atto delle sue discutibili scelte. Considerato il particolare momento storico, non e’ un azzardo definirla come la prima vittoria, rimanendo in ambito culturale, dell’Italia su Daesh e sul fondamentalismo islamico. Un monito anche per tutti coloro che professano in maniera impropria il mito della laicita’”. Cosi’ il deputato di Area popolare, Alessandro Pagano, promotore del comitato ‘Parlamentari per la Famiglia’. “E bene ha fatto Renzi a metterci la faccia, perche’ – prosegue Pagano – di fronte a chi si presenta timido o, peggio, succube del politicamente e religiosamente corretto dobbiamo fare valere la forza dei nostri valori, tradizioni e della nostra identita’. Perche’ #identitae’futuro. Proprio per questo va enfatizzata la compattezza politica che spontaneamente si e’ creata a difesa del Natale e del presepe – conclude il parlamentare di Ap – per mettere in rete tutte le buone iniziative annunciate in queste ore”.

E mentre esultiamo con Pagano per questa battaglia di Lepanto vinta alla grandissima, tocca leggere di Mariastella Gelmini e del presidio di domani che i partiti del centrodestra formeranno compatti alla scuola di Rozzano, tanto per dimostrarci che in Italia la situazione è disperata ma non seria:

– “Domani saremo a Rozzano davanti all’Istituto Garofani per dire ‘no’ ad ogni tentativo di annullare la nostra identita’ e la nostra cultura. Il Natale per tutti noi, cristiani e laici, e’ un momento irrinunciabile, da vivere anche a scuola con canti, rappresentazioni, partecipazione delle famiglie. Cancellare tutto questo e’ un messaggio sbagliato, di disamore per i nostri valori. Ricercare il dialogo con chi professa una religione diversa dalla nostra non significa azzerare le nostre tradizioni, al contrario significa valorizzarle e farle conoscere”. Lo dichiara Mariastella Gelmini, coordinatore regionale di Forza Italia Lombardia, nell’annunciare la sua partecipazione e quella di esponenti di Forza Italia (tra i quali Licia Ronzulli, Fabio Altitonante, Pietro Tatarella, oltre a parlamentari e consiglieri regionali e comunali) al presidio di domani (ore 11.30) a Rozzano con Salvini e con Fratelli d’Italia.

E siccome del preside si sa che è stato candidato con il MoVimento 5 Stelle in Lombardia, voi pensate che se ne salvi qualcuno?

“Cancellare le feste e impedire ai bambini di intonare i canti natalizi equivale a cancellare un pezzo della nostra cultura e delle nostre tradizioni ed è inaccettabile”. Lo afferma Stefano Buffagni, consigliere del Movimento cinquestelle alla Regione Lombardia, che sottolinea: “La strumentalizzazione in vicende come quella di Rozzano sono all’ordine del giorno, ma è doveroso ribadire: siamo uno stato laico che deve però tutelare e difendere le proprie tradizioni.”

Nel frattempo un gruppo di insegnanti dell’Ics Garofani di Rozzano e alcuni genitori si sono ritrovati in mattinata davanti a scuola esponendo lo striscione ‘Io sto con Parma‘, riferito al dirigente scolastico finito nella bufera per non aver autorizzato iniziative natalizie religiose. “Siamo molto amareggiati, non ci sono stati né divieti, né cancellazioni – hanno detto – le feste così come programmate a settembre avranno luogo, compresa una festa nelle classi dove saranno accolti i genitori per condividere un momento di gioia:quella che è la famosa festa di Natale”. Tutto questo a dimostrazione del fatto che ancora qualcuno che vuole un paese normale in Italia c’è. Peccato che i politici siano troppo impegnati a imparare Adeste Fideles allo scopo di raccattare qualche voto per accorgersene.

Il video della manifestazione di sostegno al preside Marco Parma a Rozzano

La verità si fa strada…
Posted by Marco Aufhebung Masini on Domenica 29 novembre 2015