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Il sottosegretario alla Salute Gemmato non vuole consigliare la quarta dose ai giovani "non a rischio"

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Marcello Gemmato

C’è un sito ufficiale e istituzionale, quello del Ministero della Salute, che nelle sue linee guida per la campagna di immunizzazione anti-Covid ha indicato le categorie (suddivise non solo in base all’età del cittadino, ma anche in base al suo stato di salute) che possono attingere al bacino della quarta dose di vaccino. Poi c’è il nuovo sottosegretario allo stesso dicastero, Marcello Gemmato, che dice di non voler consigliare la seconda dose booster ai più giovani, quelli che non “sono a rischio”.

Marcello Gemmato non vuole consigliare la quarta dose ai più giovani

Nelle ultime ore si sono sollevate diverse polemiche per le parole di Marcello Gemmato che –  a margine della presentazione del rapporto Meridiano Sanità realizzato da The European House – ha parlato proprio della campagna di immunizzazione anti-Covid. E lo ha fatto esprimendo questo concetto:

“L’idea di questo ministero, nostra, del ministro è quella di mettere in sicurezza i cluster che hanno dato mortalità. Sono dati di epidemiologia medica, statistici, non si inventa nulla: si vede che i cluster che danno mortalità sono i fragili, gli anziani, gli immunodepressi. Quelle sono le persone alle quali noi consigliamo di vaccinarsi e lo consigliamo in maniera forte e puntuale. Non si consiglia a chi sta bene, a chi si riconosce in un cluster che non dà mortalità sia per analisi costo-beneficio, sia perché vi sono delle reazioni avverse all’assunzione di farmaci e di vaccini”.

Dunque: vaccino consigliato agli anziani e a chi ha altre patologia (come per chi è immunodepresso). Ma non deve essere raccomandata (la quarta dose) a chi è più giovane. Perché: “Ci sono reazioni avverse”. Ma cosa dice il sito ufficiale e istituzionale del Ministero presso cui lui opera nelle vesti di sottosegretario?

“La somministrazione della seconda dose di richiamo (second booster) o quarta dose è raccomandata per le seguenti categorie, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 gg) dalla prima dose booster o dall’ultima infezione successiva al richiamo (data del test positivo):

  • persone di 60 anni e più
  • persone di 12 anni e più con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti
  • operatori e ospiti dei presidi residenziali per anziani.
  • operatori sanitari
  • donne in gravidanza.

Tenuto conto dell’indicazione di utilizzo autorizzata da EMA e AIFA, i vaccini bivalenti  possono, comunque, essere resi disponibili su richiesta dell’interessato, come seconda dose di richiamo, per la vaccinazione dei soggetti di almeno 12 anni di età, che abbiano già ricevuto la prima dose di richiamo da almeno 120 giorni”.

Dunque, Marcello Gemmato sostiene una tesi diversa rispetto alle indicazioni fornite ai cittadini da parte del Ministero della Salute.