Cultura e scienze

Marcello Foa e la storia della truffa alla Rai con la finta mail di Tria

Il segretario dell’Usigrai Vittorio Di Trapani chiede alla tv pubblica di sapere se è vero che Foa avrebbe «abboccato» al tentativo di truffa, sventato invece da Salini

marcello foa

Una mail ricevuta dal presidente della RAI Marcello Foa in cui un falso ministro dell’Economia Giovanni Tria chiedeva soldi per sviluppare un progetto all’estero è oggi all’attenzione degli inquirenti ma anche della politica. Perché subito dopo la ricezione della mail Foa è andato a parlarne con l’amministratore delegato Fabrizio Salini ed è stato quest’ultimo a scoprire che si trattava di una tentata truffa. Tanto che  il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, chiede alla tv pubblica di fare chiarezza e di sapere se è vero che Foa avrebbe «abboccato» al tentativo di truffa.

Marcello Foa e la storia della truffa alla Rai con la finta mail di Tria

Che Foa abbia una tendenza ad abboccare o a spargere le bufale è infatti assodato, come nel caso degli europarlamentari del Partito Democratico “finanziati da Soros”. Qui la vicenda è iniziata prima dell’estate. Nella mail arrivata a Foa era presente anche un numero di conto corrente su cui accreditare la somma. Il presidente ha parlato della questione con l’amministratore delegato Fabrizio Salini e, dopo i controlli, è stato deciso di non procedere al versamento e di sporgere denuncia. Nelle scorse settimane, Foa sarebbe stato anche sentito dagli inquirenti. Nella mail il finto ministro avrebbe chiesto a Foa il versamento di una somma per un progetto legato al commercio estero italiano. Una richiesta di cui Foa avrebbe messo a parte l’ad Salini. A questo punto le ricostruzioni sull’accaduto si fanno complesse, fatto sta ad un certo punto Salini, dopo alcune verifiche, sarebbe venuto a scoprire che Tria non era Tria, e che quella richiesta di denaro era una truffa, ragione per la quale sia Salini che Foa avrebbero denunciato il tutto all’autorità giudiziaria.

roberto burioni marcello foa

Sulla vicenda mail truffa al Presidente Foa, apprendo dalle agenzie dei dettagli inquietanti che in consiglio non ci sono stati forniti – dice all’ANSA Laganà -. È incredibile leggere di un tentativo di truffa ai danni dell’azienda a questo livello. Tentativo sventato, a quanto apprendo, anche grazie all’AD. Leggo che è in corso una indagine della magistratura ma è doveroso che il consiglio venga puntualmente informato degli sviluppi e delle eventuali responsabilità. Sarebbe interessante leggere il contenuto della mail per comprendere la portata dell’episodio”. “Ora la Rai deve uscire dal silenzio e rivelare i dettagli della tentata truffa”, chiede di Trapani, interpellato dall’ANSA. “Nelle scorse settimane, dopo la notizia di un attacco informatico ai danni dei vertici della Rai, avevamo chiesto formalmente spiegazioni – prosegue -. Nessuna risposta. Nei giorni scorsi, dopo aver appreso da un comunicato dei Consiglieri Borioni e Laganà che in realtà saremmo di fronte a una tentata truffa informatica, siamo tornati a chiedere spiegazioni. Ma ancora una volta silenzio. Con le notizie emerse oggi il silenzio è ancora più inaccettabile. Davvero il Presidente della Rai Marcello Foa ha abboccato a una truffa e ha interagito con qualcuno pensando fosse il ministro Tria? Se così fosse, qual era la proposta del “finto” Tria raccolta da Foa? Ritengo che tutto ciò vada chiarito. Con urgenza. E senza prudenze”.

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