Opinioni

Il medico che chiede il voto ai suoi malati di tumore

“Curare i malati di tumore e poi usarne gli indirizzi per fare campagna elettorale: pensavo si trattasse di un malcostume appartenente ad un’altra epoca. E invece devo constatare che in questa regione l’ingerenza della politica sulla sanità è ancora all’ordine del giorno”. La denuncia è comparsa sulla pagina Facebook del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che ha postato la lettera che il dottor Alessandro Testori ha inviato ai pazienti che ha seguito in ventidue anni di attività presso l’Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano. Testori, ora libero professionista che visita privatamente presso una struttura nel centro di Milano (ma opera, come si legge dal suo sito anche in ambulatori a Mesagne, Reggio Calabria, Catania e Palermo), invita i suoi pazienti a votare alle prossime elezioni per l’attuale assessore regionale lombardo alla Sanità Giulio Gallera di Forza Italia.

giorgio gori alessandro testori

Testori spiega innanzitutto ai destinatari di come è venuto in possesso del loro indirizzo (“in quanto ha effettuato una visita o è stato seguito clinicamente da me” negli anni all’Ieo), incurante forse di aver commesso un illecito (i nomi dei pazienti di un ospedale non possono essere acquisiti da esterni per la legge sulla privacy). Poi il motivo che lo ha spinto a scrivere. Dopo aver esaltato le eccellenze della sanità lombarda, svela che il merito è anche delle nuove terapie oncologiche, ma soprattutto del buon governo della giunta regionale. Quindi l’endorsement all’avvocato Gallera.

giorgio gori leopolda

Protesta Gori: “Leggete bene questa lettera, il nome del medico, ex direttore della Divisione Melanomi di un grosso Istituto Sanitario, ma soprattutto il nome del politico (scritto in maiuscolo e in grassetto) che il destinatario viene invitato a votare alle elezioni regionali del 4 marzo. E’ Giulio Gallera, assessore alla Sanità di Regione Lombardia, esponente di Forza Italia, che si fa sponsorizzare da un medico che ha scritto – tessendone le lodi – a tutti i pazienti che ha visitato e curato in 22 anni di carriera in una struttura convenzionata con il sistema sanitario regionale”. E rivela l’aspetto più triste di tutta la vicenda: “La cosa, di per sé molto grave, è resa ancora più spiacevole da un dettaglio: la destinataria della lettera, una donna, è purtroppo deceduta nel 2011, del tumore per cui era in cura”.

EDIT 21 febbraio: L’Istituto europeo di oncologia si dissocia da Testori.

istituto europeo di oncologia