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“Willy non si è ucciso da solo, una vergogna se quei ragazzi non vengono condannati”: il dolore dei genitori di Willy Monteiro

In aula dopo l’udienza con le tesi difensive dei fratelli Bianchi, la madre di Willy Monteiro Duarte commenta: “Mio figlio non si è ucciso da solo, qualcuno deve essere stato”

willy monteiro morto colleferro 1

“Cosa devo dire? Io ho perso mio figlio, che ora non c’è più, e di certo non si è ucciso da solo. Qualcuno è stato”: Lucia Monteiro Duarte, la madre di Willy ucciso di botte a Colleferro, era in aula ieri ad ascoltare le tesi difensive degli avvocati dei fratelli Bianchi, gli imputati per l’omicidio del giovane capoverdiano per i quali la Procura ha chiesto l’ergastolo. Il loro legale, Massimiliano Pica, insiste sulla loro innocenza, e di fronte ai giudici ne chiede invece l’assoluzione: “Quella notte la visibilità era scarsa o del tutto assente. Era impossibile per i testimoni distinguere i ragazzi, i colpi. E gli imputati hanno pagato lo scotto di una pressione mediatica subita da tutti, da me per primo. Si deve cercare di non lasciarsi condizionare, di vedere effettivamente quello che è accaduto”. Lo stesso Gabriele Bianchi ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee nelle quali ha affermato di non aver neanche toccato Willy.

“Willy non si è ucciso da solo, è una vergogna se quei ragazzi non vengono condannati”: il dolore dei genitori di Willy Monteiro

“Affermazioni senza senso”, per la madre della vittima. Ascoltando il discorso, il papà della vittima scuote il capo, e a margine dell’udienza commenta: “Non voglio usare parole forti, ma certo è una vergogna se quei ragazzi non vengono condannati. Io e mia  moglie  lo  abbiamo  detto sin dal primo giorno: non chiediamo  vendetta ma giustizia. Giustizia vera, però”. Descrive suo figlio come un ragazzo d’oro: “Si era anche aperto   un conto in banca per mettere da parte i soldi. Aveva lavorato  pure qualche mese in un ristorante in Calabria, era tanto volenteroso. Ora lui non c’è più e non può tornare indietro, ma giustizia deve essere fatta. Ci aspettiamo una condanna grave”. Le sue parole hanno fatto eco a quelle della madre Lucia: “Io so  solo che Willy non ha mai fatto del male a nessuno – ha raccontato in un colloquio con La Stampa – studiava all’alberghiero e lavorava in un ristorante. Con i soldi che guadagnava come aiuto cuoco dava una mano anche in casa, a volte mi pagava la spesa. Era un figlio modello”. La sentenza è prevista per il 4 luglio.