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Ma quanti sono davvero i portuali di Trieste che vogliono bloccare tutto?

neXt quotidiano|

Portuali Trieste

Hanno detto che questa mobilitazione ci farà dire addio ai “regali di Natale” e oggi è il giorno della prova del nove. Dalle prime ore dell’alba i portuali di Trieste hanno iniziato la loro mobilitazione per dire no al Green Pass per il mondo del lavoro. Secondo le aspettative degli organizzatori – i duri e puri contro la certificazione verde e l’estensione voluta dal governo – si attendono moltissimi partecipanti. Ma fin dalla giornata di ieri la fronda si è spaccata e si sono palesati ampi margini di “tolleranza” nei confronti di chi non ha alcuna intenzione di protestare e vuole entrare, come ogni giorno, a lavoro. E questa mattina è arrivata la conferma: non c’è e non ci sarà alcun blocco del porto di Trieste.

Portuali Trieste, quanti sono quelli che vogliono bloccare tutto

La situazione all’alba di venerdì 15 ottobre è molto tranquilla. Alcune decine di portuali Trieste si sono posizionati – in modo pacifico e collaborativo nei confronti dei colleghi che vogliono lavorare – davanti agli ingressi del porto friulano. E se già da ieri la spaccatura tra chi vuole tirare dritto e chi invece vede “margini di trattativa” (anche se il blocco del porto è stato definito “illegale” e illegittimo dal presidente della commissione garanzia degli scioperi Giuseppe Santoro Passarelli), oggi la situazione potrebbe non avere i crismi della “crisi” da sciopero.

Come riporta Il Corriere della Sera, infatti, la linea dei “duri e puri” dello sciopero si è fatta sempre più flebile: è sempre meno ampio il numero di persone che intendono proseguire con la mobilitazione a oltranza (si parlava di un lasso temporale da oggi, venerdì 15, fino ad almeno il 20 ottobre). Inoltre, un comunicato congiunto dei portuali Trieste ha spiegato che il blocco sarà totale (ma, a questo punto, occorrerà verificare il numero reale delle adesioni), ma che non sarà impedito a nessuno di varcare i tornelli ed entrare in porto per lavorare. Lo ha confermato anche il Presidente del CLPT (Coordinamento lavoratori portuali Trieste) Sebastiano Grison.

“La nostra non sarà una manifestazione, e neppure un picchetto, ma solo un presidio. Consentiremo l’entrata a tutti i lavoratori, ci mancherebbe altro”.

La linea dei duri e puri, dunque, diventa improvvisamente una minoranza, rappresentati dal portavoce Stefano Puzzer che continua a richiamare all’insurrezione popolare. Ma sono in pochi all’interno dei vertici del CLPT (un universo variegato, tra ideologie politiche di ogni tipo e aderenze con gli ultras da stadio), a voler tirare dritto e bloccare tutto e tutti. In molti, di fatto, hanno ammorbidito le proprie posizioni. Le richieste (con la “smobilitazione” delle volontà anche di altri sindacati che, a questo punto, non viaggiano più compatti) sono passate – nella maggior parte dei casi – dalla cancellazione immediata del decreto sul Green Pass sul posto di lavoro ai tamponi gratuiti. Il governo, per il momento, non intende seguire la linea dei test gratis.

(foto da video Local Team)