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“Ma quali insulti e minacce”: la professoressa smentisce la storia della studentessa di Bologna No pass | VIDEO

@neXt quotidiano|

Silvia no green pass Bologna

E’ entrata in aula pur consapevole di non poterlo fare, poi un alterco con la docente: la studentessa di filosofia, Silvia, che ieri è stata allontanata da Dipartimento era sprovvista di Green pass. Un fatto non isolato ad UniBo, l’Ateneo del capoluogo emiliano-romagnolo ha al suo interno un gruppo piuttosto nutrito di no vax. Se ne contano Sono 130 tra tecnici, amministrativi e professori.

La ragazza dopo il suo allontanamento dall’aula ha preso il microfono ed ha parlato ai presenti. Non con dei fogli in mano, come siamo stati abituati, ma con uno smartphone. A sottolineare, per i nostalgici, come i tempi siano cambiati.

“Ma quali insulti e minacce”: la professoressa smentisce la storia della studentessa di Bologna No pass.

Silvia 20 anni, al secondo anno di filosofia accusa la docente. Poi l’Università, tasse troppo alte, e poi rilancia dicendo che si è sentita esclusa e di avere il diritto di sostenere le proprie lezioni. Pur non utilizzando “l’infame tessera verde”, strumento definito “di controllo e discriminazione”. Parole furenti, come si consentono ad una ventenne garibaldina. Per fortuna minoranza tra i suoi coetanei. La professoressa che è stata costretta a terminare la lezione e a mandare tutti a casa ha poi raccontato sulle colonne de La Repubblica di Bologna che “Ho riavuto lezione il giorno dopo, e anche oggi, e la ragazza non si è più presentata. Penso fosse la prima volta che veniva al mio corso, quantomeno in presenza”. E sulla vicenda degli insulti e delle minacce? “Che io abbia visto non c’è stato nessuna aggressione, soltanto uno scambio di opinioni contrastanti – spiega la docente -. Anche perché, se fosse avvenuto in aula, chiaramente sarei dovuta intervenire”.

Nell’Università di Bologna il tema è di forte attualità. Il prorettore vicario Mirko Degli Esposti ha commentato i fatti: “Siamo molto sereni, non vogliamo rispondere alle provocazioni perché siamo convinti che questa sia la strada giusta. Ma vigileremo per fare in modo che le leggi dello Stato siano rispettate – si legge nel servizio di Caterina Giusberti -. Per fortuna la risposta della comunità studentesca nel suo complesso mi pare molto chiara. In zona universitaria vedo tantissimi studenti e da domani porteremo anche la capienza delle biblioteche e delle sale studio dal 50 al 100%. Vorrei che le persone riflettessero bene su che cos’era la zona universitaria un anno fa”.