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La pacificazione sul green pass di Grillo? Tamponi gratuiti per i lavoratori

neXt quotidiano|

Beppe Grillo

Ha rotto il silenzio, entrando a gamba tesa sul tema che ha provocato tensioni politiche e sociali nelle ultime settimane. Attraverso un post pubblicato sul suo blog, Beppe Grillo parla del Green Pass e della sua “speranza” che lo Stato si sobbarchi il costo per consentire a tutti i lavoratori che non si sono vaccinati (l’estensione della certificazione verde al mondo del lavoro è prevista per venerdì 15 ottobre) di non dover pagare i test e ottenere la certificazione temporanea (validità 48 ore).

Beppe Grillo vuole che lo Stato paghi i tamponi ai lavoratori

Il garante e co-fondatore del MoVimento 5 Stelle parte da alcuni numeri che, poi, lo portano a espletare la sua tesi sui tamponi che dovrebbero essere pagati dallo Stato:

“I lavoratori senza vaccino potrebbero essere 3-3,5 milioni, su 23 milioni di lavoratori, il 13%-15% circa [..] Se lo Stato decidesse, come auspicabile, di pagare i tamponi per entrare in azienda, per questi lavoratori, servirebbe circa 1 miliardo di euro fino a dicembre 2021”.

Ma come si dovrebbe procedere? Ha una “soluzione” anche per quello:

“Questi lavoratori potrebbero essere individuati automaticamente attraverso uno scambio dati tra Sogei che detiene i dati sui green pass, e Inps che detiene i codici fiscali dei lavoratori e le aziende dove lavorano. L’incrocio tra questi due dataset, con autorizzazione del garante, permetterebbe ad Inps di segnalare nel cassetto aziendale, i lavoratori senza Green pass a cui fare il tampone, e si dovrebbe prevedere nel cassetto aziendale un riconoscimento di un bonus sotto forma di sgravio contributivo, in modo che il costo del tampone sia solo anticipato dall’azienda ma pagato a conguaglio da Inps, come succede in genere per la cassa integrazione ordinaria sui versamenti dei contributi aziendali”.

Secondo il garante pentastellato, dunque, il costo sarebbe di un miliardo di euro fino alla fine dell’anno. Un prezzo che dovrebbe sobbarcarsi lo Stato visto che la frangia di chi ancora non si è vaccinato (per scelta, perché chi ha una patologia che gli impedisce l’immunizzazione può chiedere l’esenzione) è ridotta rispetto all’alto numero di persone che hanno già completato il ciclo.