La macchina del funky

M5S Piemonte: niente multe da 150mila euro [e invece ci saranno]

La candidata sindaca di Torino Chiara Appendino non ha intenzione di comminare multe da 150mila euro, come si farà a Roma per volere della Lombardi. E in un’intervista rilasciata alla Stampa la Appendino rimarca la sua differenza rispetto al M5S Nazionale: ha sentito Grillo e Casaleggio una sola volta, non ha mai parlato di Di Maio.

Roma farà firmare un contratto di fedeltà ai candidati, con multe da 150 mila euro, per chi dissente dalla linea del capo. E Torino?
«Torino uscirà venerdì con un bando pubblico per la ricerca degli assessori. Un metodo coraggioso e innovativo, perché faremo conoscere agli elettori i nomi della Giunta prima del voto, a mano a mano che li avremo selezionati. Si tratta di una metodologia tanto banale, quanto disattesa dalla politica e dalla prassi dei partiti, che affidano le poltrone sulla base delle percentuali elettorali, con il manuale Cencelli».
Sì, ma farete sottoscrivere anche voi il decalogo romano ai candidati?
«No. Noi non useremo quel modello. Per fortuna, il nostro territorio è autonomo. Non prenderemo quel documento per applicarlo a Torino. Stiamo ragionando su un codice etico, che uscirà insieme al bando. Un impegno di fedeltà e condivisione del programma, sul modello di quello che sottoscrissi io nel 2011 quando mi candidai a consigliera comunale».

chiara appendino

Se Casaleggio vi obbligasse a seguire Roma?
«Roma non ci ha chiesto nulla e il modello da lei scelto non verrà applicato a Torino. Nè io conosco la situazione romana, e perché sia nata lì l’esigenza di quel documento, che non ho visto. L’ho appreso dai giornali. Le mie energie sono tutte concentrate su Torino».
Nel codice etico del 2011, però, non erano previste multe. Anche oggi le escludete?
«Su questo punto non so ancora dare una risposta, ci confronteremo in assemblea a breve. Per quanto riguarda gli assessori non ha senso: il loro rapporto con il sindaco è fiduciario, è ovvio che se viene meno la fiducia non ha senso andare avanti. Il codice etico chiederà loro l’impegno a sottoscrivere il programma, non si fa nessun riferimento a sanzioni o a danni d’immagine».

Edit: le multe invece ci saranno e potranno arrivare fino a 120mila euro, fa sapere Repubblica.