Economia

Quando il M5S dà i numeri (sulle coperture per il programma elettorale)

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La campagna elettorale per le Politiche 2018 entra nel vivo e le proposte (e le promesse) dei partiti si fanno finalmente più interessanti. Se Forza Italia Lega e Fratelli d’Italia propongono un Programma per l’Italia in dieci punti il MoVimento 5 Stelle raddoppia con i suoi venti punti per la qualità della vita degli italiani. Il che non significa necessariamente che il M5S la stia sparando grossa però il dubbio viene. Soprattutto dopo aver letto come il MoVimento ha intenzione di finanziare il suo programma.Tutti chiedono ai 5 Stelle dove prenderanno i soldi. La risposta, per ora, è una paginetta nel quale vengono elencate le “coperture” del loro programma economico e finanziario.

Se il piano economico e finanziario fosse un film di fantascienza meriterebbe 5 stelle

I programmi elettorali purtroppo non sono un genere letterario ma meriterebbero di entrare nel filone della fantascienza. Ed in fondo è quello che noi italiani vogliamo. Non cifre, numeri, dati ma un’esperienza nuova, in nuove realtà per liberare nuove energie e proiettarci verso un’altra idea di Paese (cit.). Certo ci sono anche gli scettici, e per accontentare anche questi noiosoni, il M5S ci spiega subito dove troverà i soldi. Punto numero uno: 30 miliardi annui di spending review. Dove li trova il M5S così tanti soldi? Ci dice anche questo: utilizzando i piani approntati dai commissari alla spesa, uno su tutti Carlo Cottarelli.
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Fermiamoci qui. Cosa prevedeva il piano Cottarelli? Formulato nel 2014 si proponeva di tagliare la spesa pubblica nel triennio 2014-2016 giungendo a risparmi lordi massimi per 34 miliardi in tre anni. Ora è evidente che qualcosa non torna, perché il M5S dice di essere in grado, seguendo quello stesso piano, di recuperare 30 miliardi l’anno una volta a regime. È chiaro quindi che dire che si hanno a disposizione 30 miliardi di euro l’anno subito quando  inizialmente se ne possono avere al massimo una decina (lordi) non è la stessa cosa. Curiosamente il M5S non dice nemmeno cosa prevede il piano. Perché tutti pensano che sia sufficiente tagliare i costi della politica e gli sprechi, cosa che senz’altro contribuisce al risparmiare ma tra le misure previste c’era il taglio del Pubblico impiego che prevedeva, entro il 2016, l’esubero di 85mila dipendenti pari ad un risparmio per le casse statali di 3 miliardi. Oppure il blocco completo del turnover e l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne da 41 a 42 anni.

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Una delle slide del piano Cottarelli (Fonte: Il Post.it credits: Il Tempo)

Cottarelli inoltre indicava alcune criticità spiegando che una parte rilevanti dei risparmi di spesa andrebbero a riduzione del deficit e non della tassazione. Il M5S però propone di utilizzare il piano Cottarelli per ridurre l’IRAP alle imprese e “superare” la legge Fornero (che da sola costa 25 miliardi). Inoltre il M5S prevede di poter aumentare il deficit di 10-15 miliardi l’anno.C’è infine da rilevare che il governo, contrariamente a quanto sostiene il MoVimento 5 Stelle, sta in effetti già applicando la spending review. Si è passati da una riduzione della spesa di circa 3 miliardi di euro del 2014 a 29 miliardi del 2017. Nel 2018, se l’andamento dei risparmi rimarrà in linea con il piano e con le attuali politiche economiche e fiscali è previsto un risparmio di circa 31 miliardi di euro. Ecco perché il M5S può parlare di 30 miliardi all’anno derivanti dai tagli alla spesa, perché il lavoro è già iniziato. Se – come sostiene il MoVimento – quei piani di risparmio fossero rimasti nel cassetto un eventuale governo Di Maio dovrebbe partire da cifre molto più modeste. E non potrebbe metterle a bilancio.

Il Piano Cottarelli solo quando fa comodo?

Qualche giorno fa a Piazza Pulita lo stesso Cottarelli ha definito “un errore” il piano del M5S di fare più deficit per finanziare il taglio delle tasse: «facciamo una cosa in deficit vuol dire andiamo a prendere a prestito i soldi. Poi sperare che questo generi una crescita del PIL tale che poi le entrate aumentino e si riesca a ripagare il debito che si è fatto inizialmente. Ci hanno provato in tanti e nessuno ci è riuscito». Aggiungendo che non è pensabile attualmente pensare di tagliare le tasse in deficit. Oggi Cottarelli su Twitter ha spiegato che «esiste una una relazione di causalità tra alto debito e bassa crescita, soprattutto se il debito non sta scendendo». Il M5S propone al tempo stesso di fare più debito e di abbassare il rapporto deficit/PIL del 40% in dieci anni. Allo stato attuale si tratterebbe di circa 70 miliardi


Non si può non notare che pur tenendo alta la bandiera della spending review il MoVimento 5 Stelle prevede l’assunzione di qualche migliaio di dipendenti pubblici. Diecimila agenti delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza nelle città (ai quali si spera sia previsto di dare una dotazione di mezzi adeguata) e “altre 10mila per rafforzare le commissioni territoriali che valutano le domande di diritto d’asilo”. Nel suo piano però Cottarelli faceva notare che solo solo Cipro, la ex Jugoslavia, la Turchia, la Spagna, la Croazia, la Grecia e la Serbia avevano un numero maggiore di unità di polizia ogni 100mila abitanti. Il M5S al contrario propone di assumerne altre ventimila. Ci sono poi da assumere  5mila amministrativi nei Tribunali e 1.400 magistrati “per rendere più efficiente e rapido il comparto”.

Affinità e divergenze tra Luigi Di Maio e Silvio Berlusconi

Nel programma del M5S sembra ci siano solo tagli e risparmi. Un taglio però in realtà nasconde l’aumento delle tasse. Ed è uno dei tagli più consistenti. Perché il M5S propone di tagliare le agevolazioni fiscali così da recuperare 40 miliardi di euro (a regime). Ancora una volta il MoVimento dice che quei 40 miliardi di euro in più all’anno saranno una volta che il piano andrà a regime. Ma questo significa che il primo anno il M5S non avrà a disposizione tutta la cifra. Quanta ne ce ne sarà? Per saperlo bisognerebbe leggere i dettagli, che un tempo si chiamavano appunto “coperture”.

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Dal programma del M5S

Ci sono alcuni punti curiosi nel programma del M5S dove si parla di “inversione dell’onere della prova: il cittadino è onesto fino a prova contraria”. Se si fa un salto in quello del Centrodestra leggiamo:  “abolizione dell’inversione dell’onere della prova fiscale e riforma del contenzioso tributario”. E anche la riforma del sistema tributario proposta da Forza Italia/Lega&FdI prevede la “piena copertura da realizzarsi attraverso il taglio degli sconti fiscali”.
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Dal programma di Forza Italia

E del resto anche Forza Italia promette investimenti, taglio degli sprechi, revisione dei trattati europei (un argomento sul quale Di Maio vorrebbe usare il referendum sull’euro come arma) “un grande Piano di sostegno ai cittadini italiani in condizione di estrema indigenza, allo scopo di ridare loro dignità economica” che in sostanza è una misura simile al reddito di cittadinanza. Ora si può tra dire che Berlusconi ha copiato il 5 Stelle e che solo loro sanno come far funzionare la ricetta. E Di Maio sicuramente dirà che Berlusconi è un bugiardo seriale e che loro sono migliori perché queste promesse non le hanno mai disattese. Certo sarebbe più interessante poter leggere le vere coperture, con i veri dettagli, e non una zuppa di numeri che appaiono e scompaiono a piacimento. Nel frattempo Il M5S non ha ancora presentato i suoi obiettivi di finanza pubblica come chiesto da Cottarelli.