Opinioni

La Corte dei Conti, i rimborsi ai consiglieri regionali e il caso del M5S Lazio

dipocheparole|

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Ieri il Messaggero ha raccontato la giungla dei rimborsi ai consiglieri regionali: i fondi erogati dalle Regioni ai gruppi consiglieri superano i 30 milioni di euro all’anno per il finanziamento pubblico

Ancor più antipatica è la scarsissima trasparenza da parte di tutti i partiti, M5S compresi, nella rendicontazione delle spese che viene spesso messa in evidenzadallaCorte dei Conti. Ecco le irregolarità emerse, secondo quanto scritto recentemente dai giudici amministrativi, sui rendiconti delle spese 2015 dei gruppi consiliari della Regione Lazio. A tutti i partiti i giudici “rimproverano” assunzioni effettuate senza curriculum adeguati e per chiamata diretta, senza verificare le disponibilità di personale della Regione. Sul fronte delle spese di rappresentanza del gruppo Pd, sono state individuate quattro fatture, per un totale di 3.423 euro,sulle quali perla Corte dei Conti «rimane non comprovata in alcun modo neppure la natura».
A queste se ne aggiunge una da 4.880 euro per il convegno «Accordo sul clima di Parigi 2015» ritenuta dai giudici irregolare, in quanto nella locandina, oltre al gruppo Pd, c’è anche la commissione Ambiente e agricoltura del Pd Lazio: «ciò in violazione del divieto di finanziamento dei costi della politica». Sul gruppo Pdl-ForzaItalia è emerso che la Regione ha versato più del dovuto poiché «dal 7 luglio 2015 risulta sospeso il consigliere Luca Gramazio cui non è subentrato nessuno».

rimborsi consiglieri regionali
I rimborsi dei consiglieri regionali regione per regione (Il Messaggero, 16 agosto 2016)

Gramazio è sospeso perché incarcerato nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale. L’articolo racconta anche di anomalie e carenze informative sulle spese del MoVimento 5 Stelle del Lazio e sui radicali:

E anche il Movimento 5Stelle del Lazio non sfugge ai rimbrotti dei giudici amministrativi che hanno riscontrato «alcune anomalie e carenze informative», chiedendo «integrazioni documentali». Ad esempio, per quanto riguarda le spese per la manifestazione nazionale «Italia 5Stelle», le carte presentate dal gruppo pentastellato sarebbero troppo generiche poiché «riguardano una comunicazione di carattere descrittivo, in cui è stato riferito che gli acquisti in questione sono stati effettuati per rendere riconoscibili i consiglieri M5S del Lazio e i risultati raggiunti nel Consiglio regionale, senza altre particolari indicazioni (programma della manifestazione, copia del volantino, immagini dello striscione, delle felpe o dello stand)».
I giudici hanno inoltre sollevato forti dubbi sull’inerenza istituzionale delle spese legali sostenute dai 5 Stelle nell’ambito di giudizi pendenti dinanzi al Tar. Sempre secondo la Corte dei Conti, infine, il gruppo Misto del Lazio dovrà restituire 22.000 euro spesi per il personale in assenza di contratto di lavoro. Analogo “difetto” nel quale è in corso il gruppo del La Destra per 5.000 euro. Mentre il capogruppo della Lista Bonino non avrebbe giustificato correttamente i 15.000 euro spesi nelle edicole per l’acquisto di giornali, libri e riviste.