Opinioni

«M5S, la nomina di Marra è temporanea». Davvero?

Ieri la notizia della nomina di Raffaele Marra a vicecapo di gabinetto di Virginia Raggi era circolata insieme a tutte le perplessità sul nome dell’ex dirigente di Marino, Alemanno e Panzironi che rientrava in pista in Campidoglio. Tanto che Roberta Lombardi a Un giorno da pecora già ieri pomeriggio sembrava quasi scaricarlo: «Ora capiremo se è stata una nomina ponderata, ci sarà un approfondimento. Abbiamo anche l’umiltà di dire che, se facciamo dei piccoli errori, li rimediamo subito».

giunta raggi daniele frongia
Daniele Frongia, in predicato di diventare capogabinetto della Giunta Raggi

Oggi l’agenzia di stampa ANSA fa sapere che la nomina di Marra non è definitiva ma soltanto temporanea e dovrebbe durare qualche settimana:

La nomina di Raffaele Marra a vice capo di gabinetto, che sta scatenando non poche polemiche, non è definitiva “ma solo temporanea”. È quanto si apprende da fonti M5s del Campidoglio. “Si tratta di un passaggio temporaneo e Marra e gli uffici ne sono consapevoli”, si precisa da fonti M5S. Secondo quanto si apprende, la nomina di Marra durerà “qualche settimana al massimo” ed è stata fatta solo per “dare continuità amministrativa all’ufficio”.

Ma, in attesa che arrivi una smentita ufficiale sul punto, bisognerebbe ricordare che la nomina del vicecapo di gabinetto si è resa necessaria a causa della nomina di Daniele Frongia a capo di gabinetto di Virginia Raggi. A causa di un’incompatibilità con la legge Severino per la carica di consigliere nella scorsa consiliatura, infatti, Frongia non avrà il potere di firma che sarà invece appannaggio proprio di Marra: un escamotage per aggirare la legge Severino. Questa incompatibilità dura però un anno e quindi sarebbe più logico aspettare 365 giorni invece di qualche settimana prima di salutare Marra. In ogni caso è curioso che la Raggi, dopo aver assicurato ai vertici delle municipalizzate la possibilità di concludere il loro mandato, non abbia semplicemente deciso di confermare tutti ai suoi posti per “dare continuità amministrativa all’ufficio”. In più oggi Ernesto Menicucci sul Corriere Roma scriveva:

Perché la vicenda Marra pone un tema di fondo, nel Movimento Cinque Stelle. Nel famoso «codice di comportamento per i candidati ed eletti di M5S alle elezioni di Roma» (si trova facilmente in rete…), all’art.7 comma b c’è scritto: «Le proposte di nomina dei collaboratori delle strutture di diretta collaborazione o dei collaboratori dovranno essere preventivamente approvate a cura dello staff coordinato dai garanti del Movimento». La domanda, allora, è un’altra. La «forzatura» su Daniele Frongia, un consigliere comunale eletto che si ritrova in un ruolo dirigenziale (anche se lui precisa che avrà un ruolo «di indirizzo politico-amministrativo» e minaccia querele per chi insiste sui gossip di una sua presunta, e sempre smentita, relazione con la sindaca), e la scelta di Marra sono state «preventivamente approvate dallo staff coordinato dai garanti»? A leggere le parole della Lombardi, che di quello staff fa parte (la Raggi disse che erano avvocati e legali, poi quando lo presentò uscì fuori che erano alcuni «politici» di M5S: Lombardi stessa, Paola Taverna, Gianluca Perilli, Fabio Massimo Castaldo) si direbbe di no. Ma, se così fosse e il comportamento fosse reiterato, Raggi potrebbe persino venire dichiarata «inadempiente» (art. 9, comma c, dello stesso codice etico) con una votazione proposta da 500 iscritti a M5S votata a maggioranza degli iscritti stessi.

Magari è troppo presto per immaginare scenari del genere. Tra qualche settimana, quando sapremo se Marra si sarà dimesso davvero – nell’intervista rilasciata al Messaggero non ha parlato di incarico temporaneo: strano… – potremo però cominciare a tirare le somme. Ricordando che in Italia nulla è più definitivo del provvisorio.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano