Economia

M5S e PD: per chi hanno votato i laureati nel 2018

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Il MoVimento 5 Stelle è davvero un partito di analfabeti, votato solo da disoccupati e non laureati? La risposta è no, per il semplice fatto che una formazione politica che ottiene un una percentuale di voti così alta raccoglie consensi in maniera trasversale. Si discute molto però circa una presunta “superiorità intellettuale” dell’elettorato del Partito Democratico che sarebbe composto da un maggior numero di laureati rispetto al M5S. È di primaria importanza, in questo periodo storico in cui non è ancora chiaro se l’Italia avrà un governo e che dovrà guidarlo, scoprire chi ha votato MoVimento 5 Stelle.

Quanto pesa il voto dei laureati in Italia?

Non tanto per capire in che modo strappare consensi al M5S alle prossime elezioni – sarebbe troppo facile – ma per dedicarsi allo sport nazionale: lo sfottò. Numerosi istituti di ricerca demoscopica hanno pubblicato in questi giorni i risultati dei sondaggi sul voto suddivise per fasce d’età, occupazione e titolo di studio. Prima di andare a vedere cosa è emerso però vale la pena ricordare un dato. In Italia – dice Eurostat – la percentuale di laureati nella fascia d’età tra i 30 e i 34 anni è pari al 26,2%. Percentuale che scende al 18% se si prende in considerazione la popolazione adulta compresa tra i 25 e i 64 anni (la media OCSE è al 37%). In parole povere quindi i laureati sono una componente minoritaria del corpo elettorale.

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Fonte: YouTrend Credits: Quorum/YouTrend

Va da sé quindi che continuare battere sul tasto del “partito votato dai non laureati” sia controproducente. Anche perché una formazione politica per essere davvero rappresentativa deve raccogliere consensi in tutti gli strati della popolazione. Dal sondaggio realizzato da Quorum/YouTrend per Sky TG24 emerge che il MoVimento 5 Stelle ha raccolto moltissimi consensi nelle fasce d’età più giovani, tra i disoccupati e le casalinghe dove ha sfiorato di pochissimo il 40%.

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Fonte: YouTrend Credits: Quorum/YouTrend

Il Centrodestra invece (a livello di coalizione e non di singoli partiti) ha raccolto molti consensi tra i lavoratori autonomi e tra chi ha un titolo di studio inferiore al diploma di scuola superiore. In particolare Forza Italia ha avuto il suo picco di voti  tra gli over 65 – come il PD – mentre la Lega ha ottenuto il risultato migliore (rispetto al Centrodestra) nella fascia d’età 18-24 anni.

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Fonte: YouTrend Credits: Quorum/YouTrend

La coalizione di Centrosinistra invece sarebbe andata bene tra i laureati dove il PD ha conquistato il 25,4% delle preferenze (complessivamente siamo intorno al 30%). Ma Il MoVimento 5 Stelle non è poi così distante dai Dem dal momento che tra coloro in possesso di un diploma di laurea di primo o secondo livello ha preso il 21,5%. Certo, se confrontante con il totale della coalizione di Centrosinistra e di Centrodestra il M5S risulta essere la terza formazione politica preferita dai laureati. I quali però, come detto, rappresentano una parte minoritaria dell’elettorato. In genere quello che manca a queste rilevazione è il “peso” delle singole categorie. Sapere che il M5S è “andato forte” tra i laureati (o tra gli autonomi) nulla ci dice su quanto in proporzione queste categorie abbiano inciso sul voto finale.

Il M5S che conquista i laureati secondo Tecnè e Ipsos

I numeri cambiano però se si guarda il sondaggio realizzato da Tecnè per RTI su un campione di 30.000 elettori. Qui il MoVimento 5 Stelle vince dovunque, raggiungendo il 30% tra i laureati e il 37% tra chi è in possesso di un diploma di scuola superiore. Tra chi invece ha solo la licenza media il M5S registra un calo rispetto alla media nazionale. Il Partito Democratico invece si ferma al 22% (27% se si calcolano i voti dati a +Europa) tra i laureati, una percentuale analoga raccolta dalle tre formazioni di Centrodestra che complessivamente raccolgono il 28% dei voti dei laureati.

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Il sondaggio realizzato da Tecnè per RTI

Dati sostanzialmente analoghi a quelli del sondaggio realizzato da IPSOS che ha rilevato che il M5S ha raccolto il 29% dei voti degli elettori in possesso di una laurea mentre il Partito Democratico si è fermato al 21,8%. Nel 2013 invece le cose erano andate diversamente: il M5S aveva raccolto il massimo dei consensi proprio tra i laureati.

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Il sondaggio IPSOS [Fonte: Termometro Politico]
Come è possibile spiegare il successo di un partito che tutti dipingono di “ignoranti” tra la popolazione cosiddetta “colta”. C’è chi, come il Foglio, dà la colpa al fatto che negli ultimi anni le lauree si siano distribuite troppo facilmente e che quindi il titolo di studio non abbia più il peso di un tempo. Il che è semplicemente la versione aggiornata e corretta del refrain sull’operaio che vuole il figlio dottore. E non bisogna nemmeno confondere l’elettorato con la situazione occupazionale e il titolo di studio dei suoi rappresentanti o “portavoce”. In realtà non basta fermarsi a guardare se l’elettore ha la laurea o meno. Perché i soliti dati Eurostat evidenziano come a tre anni dalla laurea solo il 53% dei laureati abbia trovato un’occupazione. E non è un caso che tutti i sondaggi (YouTrend, IPSOS e SWG) abbiano evidenziato il successo ottenuto da Luigi Di Maio tra i disoccupati. I quali non necessariamente sono “ignoranti” (a meno ovviamente di non voler considerare chi ha un diploma di scuola superiore un analfabeta). E qui entra in gioco l’abilità di promettere una cosa irrealizzabile come il reddito di cittadinanza proprio per venire incontro alle richieste di chi è senza lavoro.