Politica

Gli eletti M5S vogliono Di Maio, Bonafede e Fraccaro fuori dal governo

La corrente interna che spinge per cancellare il nome di Di Maio dalla rosa degli aspiranti vicepremier si sta ingrossando e ha abbandonato quell’inedia coltivata nei 14 mesi di convivenza con la Lega

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Ieri Luigi Di Maio non si è presentato all’assemblea degli eletti del MoVimento 5 Stelle, preferendo restarsene con i fedelissimi Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede a trattare al telefono con Zingaretti sul suo posto nel governo M5S-PD. Federico Capurso sulla Stampa racconta il periodo non felicissimo dell’Indiscusso Capo Politico M5S:

Il nodo della nomina di vicepremier e ministri è il terreno di battaglia più aspro perché è lì, nella trattativa sui nomi, che le sempre più folte truppe di oppositori di Di Maio vedono il tentativo del loro capo di salvare se stesso. Mentre il desiderio è quello di vederlo in un ruolo minore, se vorrà rimanere nel governo. E una volta chiuso l’accordo, depotenziarlo all’interno del partito.

Da una parte mettendo in soffitta gli uomini a lui più vicini, tra cui Pietro Dettori, Alessio Festa e Cristina Belotti; dall’altra, affiancandogli un direttorio allargato, costruito sulla falsariga dei vertici di questi giorni, quando insieme ai capigruppo di Camera e Senato si sono seduti al tavolo i capigruppo delle commissioni parlamentari.

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La corrente interna che spinge per cancellare il nome di Di Maio dalla rosa degli aspiranti vicepremier si sta ingrossando e ha abbandonato quell’inedia coltivata nei 14 mesi di convivenza con la Lega. Adesso c’è spirito di iniziativa. Tanto da avviare, in questi giorni, vere e proprie trattative parallele con gli uomini del Pd. Con alcune telefonate intercorse nelle ultime ore è stato avviato un lavoro silenzioso per portare l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli al ministero dell’Interno, la poltrona sulla quale si diceva avesse posato gli occhi il capo politico del Movimento.

E si cercano convergenze con i nuovi alleati per evitare che il ruolo di vicepremier, qualora Pd e M5S ne chiedessero uno per parte, venga ricoperto proprio da Di Maio o da uno dei suoi due uomini di fiducia, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro.

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