Attualità

L'Unità, il cane Gunther e la meravigliosa tragedia dei dirigenti PD

Ieri l’annunciatissimo servizio di Report sull’Unità, presentato nei giorni scorsi attraverso le cause civili di cui sono stati riconosciuti responsabili i giornalisti, ha invece portato alla luce una serie di interessanti fatti che riguardavano la vecchia gestione e che coinvolgono alcuni attuali e passati massimi dirigenti del Partito Democratico. Dal suo segretario Pier Luigi Bersani al suo attuale presidente Massimo Orfini. Soprattutto, il protagonista indiscusso della puntata è stato il cane Gunther con il suo padrone Maurizio Mian. Dei quali si sono raccontati aneddoti “tragici” a proposito della trattativa per entrare nel giornale che fu di Antonio Gramsci. Insieme al patto parasociale che consentiva al partito di comandare nella società con un investimento economico ridicolo.
 
L’UNITÀ, IL CANE GUNTHER E LA TRAGEDIA DEI DIRIGENTI PD
La prima parte del racconto è quella dedicata alla struttura proprietaria e al patto parasociale che legava i soci dell’Unità. In questo documento siglato il 13 giugno 2012 si testimonia come la Eventi Italia srl– che detiene solo lo 0,01 per cento della Nie, ex editore dell’Unità ora in liquidazione – sia riuscita a condizionare le scelte del giornale. Infatti nel patto parasociale è scritto che il Pd tramite la Eventi Italia Srl può: “Nominare un consigliere di amministrazione”, deve esprimere “previo gradimento” sul presidente, amministratore delegato e direttore del quotidiano. Inoltre il voto favorevole di Eventi Italia Srl è necessario anche per approvare il bilancio e i piani industriali, assumere finanziamenti, acquistare immobili. Dice Matteo Fago, socio Nie Spa: «Il PD in un modo o nell’altro ci ha sempre imposto le scelte o ci ha impedito di fare scelte di un certo tipo: una volta perché c’erano le primarie, poi c’erano le elezioni, poi c’era quello, poi c’era quell’altro, di fatto non si poteva fare niente. E questo lo faceva con lo 0,1% delle quote».

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Il patto parasociale per l’Unità (Report, 10 maggio 2015)

Il PD, si legge, attraverso Eventi Italia ha diritto a nominare un Consigliere di Amministrazione, a indicare il Presidente, l’Amministratore Delegato e il Direttore. Non solo: scorrendo il documento si scopre che il voto del PD è necessario per approvare il bilancio e i piani industriali e, ancora, per assumere finanziamenti; acquistare partecipazioni, rami d’azienda o immobili.
 
IL MODELLO DI FELICITÀ DI MAURIZIO MIAN
Ma c’è un’altra storia che riguarda gli azionisti dell’Unità e, molto più da vicino, i dirigenti del Partito Democratico che all’epoca si erano interessati del salvataggio del giornale. Ed è quella del cane Gunther e di Maurizio Mian. La storia del cane che eredita da una contessa un patrimonio è una bufala messa in giro dal suo proprietario, che invece vendette la sua azienda di famiglia alla tedesca Merck incassando 130 milioni. Racconta Report: «Mian sfrutta poi lo scudo fiscale e fa rientrare in Italia il tesoretto depositato in Liechtenstein. Crea una fondazione con sede alle Bahamas, e vi pone come beneficiario il cane Gunther. Con i soldi di questa fondazione nel 2012 acquista le azioni de l’Unità. E diventa il socio di maggioranza del giornale fondato da Antonio Gramsci». In trasmissione Mian comincia a spiegare come è entrato nell’affare:

Noi ci mettemmo 3 milioni. Altri 4 milioni, che poi sono diventati 6 per la telefonata di Bersani a Miami il Natale del 2012, Natale del 2012, che lei mi ha detto “è Bersani”. E crollava la società, non c’erano più soldi per gli stipendi, non c’era la cosa. Bersani dice “ma Maurizio bisognerebbe vedere, come si fa, dobbiamo cercare una maniera per vedere se possiamo sistemare queste cose, dobbiamo vedere come si fa, vedere…”. Dico “senti, guarda, io sono a Miami, che ti devo dire? Mandami qualcuno a Miami”. E lui dice “ma sì, ma sì, ma sì ti mando qualcuno a Miami, ti mando qualcuno lì”. Poi dopo ci siamo messi d’accordo: “senti è inutile che tu venga qui a Miami, tanto questi soldi ce li devo mettere”. Mi hanno detto: “grazie, grazie”.

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Maurizio Mian parla delle telefonate con Bersani per salvare l’Unità a Report (10 maggio 2015)

Perché Mian butta 3, poi 4, poi 6 milioni di euro in una causa persa? A spiegarlo è lo stesso imprenditore a Emanuele Bellano di Report in un bar vicino alla Stazione Termini, e qui la storia da comica comincia a farsi tragica. Mian infatti ha investito soldi nel giornale perché gli interessava entrare nel mondo della comunicazione per lanciare un suo “progetto di felicità” fondato sul ripensamento della struttura famigliare tradizionale e sulla sua sostituzione con un gruppo di cinque persone più un cane (il solito Gunther, ovviamente).
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Il “progetto di comunicazione” di Maurizio Mian presentato a Report

Manipolare la comunicazione per Mian significa promuovere un modello rivoluzionario di famiglia: non più moglie e marito, ma un gruppo di cinque: tre ragazze, due ragazzi e l’immancabile pastore tedesco. Dove la sessualità ha un ruolo centrale ed è praticata in una versione innovativa, programmata e promiscua e non esclude nemmeno il cane Gunther. Un modello che Mian vuole diffondere attraverso la tv.

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BERSANI E ORFINI: I MAGNIFICI DUE
Mian vuole diffondere attraverso reality e serie tv il suo nuovo modello di felicità, cosa impossibile secondo lui senza l’aiuto dei grandi poteri. Per questo cerca l’appoggio del PD finanziando l’Unità. La sua “creatura” è un programma che somiglia molto a un reality e che è stato presentato su internet (il sito ormai è morto) e su Facebook, in questa pagina che si chiama “I magnifici cinque”:

I Magnifici 5 è un progetto di Gunther Group che ha lo scopo di divulgare il modello comportamentale Gr5, un sistema edonistico scientifico secondo il quale l’essere umano tende naturalmente al conseguimento del piacere e della gioia. Insomma, cercare costantemente e consapevolmente la felicità. Ma come? Liberando l’essere umano da vincoli e sovrastrutture che non gli appartengono. La monogamia intesa come vivere la coppia in maniera stabile, indissolubile ed indefinita nel tempo è un vincolo che non deriva dalla tendenza naturale dell’uomo che per sua natura nasce promiscuo, libero da schemi precostituiti.
Il senso profondo della sua promiscuità (intesa in senso di molteplici, simultanee e contemporanee relazioni sessuali) è nella possibilità di fruire di un piacere ed una gioia superiore tale da determinare un costante accrescimento del livello di autostima e di gioia. La ricchezza è per noi un valore positivo e deve essere perseguita come elemento essenziale del piacere. La conoscenza dei meccanismi della generazione e del mantenimento della ricchezza con il minor impegno marginale è un preciso elemento di apprendimento ed un dovere dell’essere umano.
Per dimostrare tutto questo sono stati reclutati cinque volontari, consapevoli e convinti che per essere felici non bisogna accontentarsi, e pertanto la loro vita è improntata alla ricerca incessante di nuove esperienze. I Cinque avranno a disposizione mezzi, organizzazione e denaro e indosseranno uno strumento, l’Edo Disk, per una misurazione e/o auto misurazione costante dei cinque aspetti essenziali del sistema: sessualità – fisicità – mobilità – scientificità – intelligenza. Attraverso i social ed il sito sarà possibile seguire le attività dei Cinque che dimostreranno, vivendo, la progressiva aderenza alle regole del sistema.

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E qui il racconto si fa agghiacciante. Per investire i suoi soldi, Mian pretende dal Partito Democratico un impegno scritto a farlo entrare nel campo della comunicazione italiana per parlare del suo progetto, e l’entratura prevede partecipazioni a programmi televisivi Rai e Mediaset, servizi su quotidiani e settimanali e altre possibilità di entrare in contatto con i mass media del paese, che il PD a rigor di logica non dovrebbe essere nemmeno in grado di garantire visto che non ha alcun tipo di influenza diretta sui programmi citati. Nell’esperimento che racconta Mian  “la sessualità è promiscua, e non esclude nemmeno il cane Gunther”. E cosa fa  per questo bislacco progetto, nelle persone di Bersani e Orfini, rispettivamente all’epoca segretario e attuale presidente del PD?
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IN CHE MANI SIAMO
Proprio quello che ci si aspetterebbe da due come loro: ascoltano i progetti, organizzano appuntamenti con il segretario di quello che allora era il primo partito a livello nazionale, gli trovano una società di produzione privata per dare forma al progetto di comunicazione di Mian. Orfini ieri, riferendosi alla sua intervista andata in onda a Report, dice questo:


E speriamo che la registrazione fughi ogni dubbio sulla meravigliosa tragedia di dirigenti di partito che danno retta a un signore con progetti così “originali”. Nell’attesa quello che è più agghiacciante è scoprire, grazie a un pastore tedesco, in che mani siamo.