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L'ultimatum di Beppe Grillo a Virginia Raggi

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«Basta impresentabili. E cerca di farti conoscere. Noi non siamo come gli altri, comunichiamo, condividiamo». Beppe Grillo è stato chiaro e chissà se Virginia Raggi ha capito. Il padrone del MoVimento 5 Stelle nel colloquio privato che ha avuto con la sindaca di Roma è tornato a spiegarle che ha avuto tutto l’appoggio possibile, ma che adesso deve prendersi le responsabilità delle sue scelte.

L’ultimatum di Beppe Grillo a Virginia Raggi

Per questo Maria Corbi sulla Stampa racconta di un leader ancora pronto a dare carta bianca all’eletta che deve essere però pronta a prendersi onori ed oneri, ovvero le responsabilità delle sue scelte. Che hanno portato finora a un contrasto in giunta sulla Raineri che ha generato l’effetto-domino Minenna-Solidoro e alla totale e completa libertà di azione sulle scelte successive, con Francesco De Dominicis prima indicato come impresentabile da Roberto Fico e Carla Ruocco del direttorio e poi giubilato per un altro motivo, ovvero l’indagine in corso per abuso d’ufficio che l’ex magistrato non aveva comunicato alla sindaca. Adesso la pietra dello scandalo è Salvatore Tutino: indicato come possibile assessore al bilancio ma ancora in attesa dell’autorizzazione dalla Corte dei Conti (e per questo ci vorrà del tempo prima che la nomina divenga operativa) e nel frattempo finito in un pantano perché c’è chi ha ricordato di come fosse stato definito “esponente” della Casta da Di Battista, Ruocco, Castelli ed altri nel MoVimento all’epoca della sua nomina da parte del governo Letta. Oggi Fico ed altri ricordano alla sindaca che delle parole del M5S bisogna tener conto, ma lei non sembra molto impressionata e vuole procedere spedita nella nomina. Così come per Paola Muraro, che a dispetto delle dimissioni offerte alla sindaca è in attesa delle decisioni della magistratura nell’indagine su AMA che l’ha coinvolta.  Alla fine, ricorda oggi Ernesto Menicucci sul Corriere, sulla nomina di Salvatore Tutino al Bilancio deciderà lei. E se tornerà indietro non sarà per le interrogazioni parlamentari del 2013 fatte dai M5S, ma per il sopraggiungere di problemi tecnici: Tutino non è in pensione e per accettare l’incarico al Comune perderebbe gran parte della sua attuale retribuzione. E Mauro Favale su Repubblica aggiunge:

Ma Raggi ha una carta da giocarsi che avrebbe illustrato anche a Grillo e Casaleggio: Tutino, in questi anni, non avrebbe mai sforato il tetto dei 300mila mila euro. Questo, insieme alle referenze sulla professionalità del magistrato, esperto in evasione fiscale, potrebbero vincere le resistenze interne e sbloccarne la nomina. Sempre che le procedure per l’aspettativa che Tutino deve richiedere non vadano troppo per le lunghe. Anche perché, ormai, è quasi un mese che a Roma manca l’assessore al bilancio. E, come ha sottolineato il sottosegretario a Palazzo Chigi, Claudio De Vincenti, «per parlare del debito serve l’assessore».

Pronti a fare un passo indietro sarebbero anche Alessandro Gennaro (individuato per le Partecipate) e Gianluca Berruti, l’ufficiale della Gdf che la sindaca vuole all’Anticorruzione.

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I nodi del M5S (Il Messaggero, 26 settembre 2016)

I guai romani di Virginia

Mentre Roma Capitale si avvia a tagliare il traguardo di un mese intero senza assessore al bilancio (Marcello Minenna salutò tutti il primo giorno di settembre), nessuno sta lavorando sui conti. E sono scaduti anche i termini per la verifica: il decreto 174 del 2012 impone di redigere una relazione di inizio mandato per verificare la situazione finanziaria e patrimoniale che va consegnata entro novanta giorni per poter procedere al riequilibrio finanziario. Ma la relazione non è mai stata pubblicata. Insieme, il blocco sull’asssessore al bilancio sta causando il fermo dei trasferimenti dei fondi necessari ai municipi.

L’impasse è doppia: non è mai partito l’assestamento di bilancio, che doveva servire a liberare risorse per autobus,servizi sociali e scuole. Perfino più grave: si rischia di non rispettare il termine del 31 dicembre per l’approvazione del bilancio di previsione 2017 visto che materialmente nessuno lo sta scrivendo e che poi, una volta pronto, ci sono alcuni tempi tecnici da rispettare: approvazione in giunta, consultazione dei Municipi, dibattito in commissione bilancio,approvazione in consiglio comunale. Tutto da fare in tre mesi, visto che ormai settembre sta finendo. E anche l’assenza di un assessore alle partecipate sta rinviando la riorganizzazione delle municipalizzate, su cui la Raggi aveva detto di puntare molto.

Intanto sulla questione Olimpiadi i consiglieri stanno chiedendo alla giunta di fare una delibera da approvare al posto della mozione che aveva suscitato tante perplessità dal punto di vista giuridico. Tutto come previsto.